BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

LETTERA/ Forte (Comune di Milano): dico No ai pasticci del nuovo Senato

Pubblicazione:

LaPresse  LaPresse

Inoltre, prosegue l'articolo 39, "per la lista che ha ottenuto il maggior numero di voti, può essere esercitata l'opzione per l'elezione del sindaco o, in alternativa, di un consigliere nell'ambito dei seggi spettanti". Che tradotto significa: i 21 sindaci che comporranno il nuovo Senato saranno con molta probabilità espressione delle maggioranze consiliari delle rispettive regioni d'appartenenza. Così, per assurdo, la Lombardia potrebbe annoverare tra i suoi delegati un primo cittadino di un piccolo comune, poiché la maggioranza di centrodestra che la governa ha perso tutti quelli capoluogo. Il problema si acuisce con le dieci regioni di piccole dimensioni cui sono attribuiti due senatori, prefigurando la rappresentanza della sola maggioranza che in un determinato momento governa la regione. Se a ciò si aggiunge l'assenza del vincolo di mandato (cfr. art. 67) anche per i parlamentari che dovrebbero rappresentare i territori (cosa che invece ha valore in rappresentanza dell'interesse nazionale), è del tutto evidente che la composizione del Senato sarà caratterizzata non tanto dall'appartenenza regionale quanto dall'affiliazione politico-partitica.

Il doppio mandato dei 74 consiglieri regionali e 21 sindaci, unito al volontariato politico che caratterizzerà il loro impegno nel nuovo Senato (perché le riforme sono state fatte al grido di "affamiamo la bestia!"), farà il resto, rendendo difficile assolvere all'obbligo di presenza dell'articolo 64. Del resto è quello a cui si è assistito laddove si è già applicata l'elezione di secondo livello per un organo istituzionale. Nella Città metropolitana di Milano, per esempio, nella commissione che ha dovuto redigere nel 2014 lo Statuto del nuovo ente la media di assenze è stata del 39,4% e, dopo l'approvazione del documento da parte dell'aula, anche quelle nel Consiglio metropolitano sono salite al 20%; quella meno frequentata è stata la commissione affari istituzionali con un tasso d'assenteismo addirittura del 58,6%. Tuttavia qualche senatore più incentivato a partecipare ci sarà. Saranno quelli eletti tra i consiglieri regionali nelle liste espressione dei gruppi politici di opposizione presenti nella Camera dei deputati. E basteranno una trentina di questi per richiamare qualunque legge monocamerale e cercare di mettere in difficoltà la maggioranza di governo e allungare i tempi di approvazione di una legge. Con buona pace di chi avrebbe voluto superare davvero il bicameralismo paritario. E con il rischio di alimentare l'antipolitica, che la stessa riforma avrebbe voluto contrastare con istituzioni più efficienti ed efficaci. E non preda dei cosiddetti giochini di palazzo. 



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.  


COMMENTI
03/12/2016 - Chi si spiega e chi non si spiega (ALBERTO DELLISANTI)

Matteo Forte lo leggi e lo capisci. Non altrettanto il Signor Simonini che non spiega quali siano le bufale di cui si lamenta. Guardi Simonini che quando la Corte Costituzionale ha finalmente bocciato il Porcellum, ha anche lasciato la legittimità all'attuale Parlamento, frutto (che lei sta amando così tanto) di quel Porcellum. Lei ha invece paura che venga delegittimato...!! Non mi pare che Matteo Forte abbia lasciato il Comune di Milano. Lei stesso dice che a Milano lavora bene. Può stare tranquillo.

 
01/12/2016 - basta bufale (Alberto Simonini)

Ma come si fa a parlare di ostacolo dell'opposizione al senato e di allungamento dei tempi quando la costituzione fissa i tempi di esame del senato. Purtroppo Forte lei questa riforma la capita proprio male, come la balla che continua a raccontare del coordinamento della finanza pubblica: la riforma non introduce proprio niente visto che è una prassi che lo stato sta già usando, legittimata da fior di sentenze della corte... Lei sinceramente preferisce che la corte intervenga sulle leggi elettorali dopo (come fa già adesso, è nei fatti non si discute) col rischio di delegittimare il parlamento in carica? Forse è meglio che continui a fare il consigliere cosa che le riesce molto bene...

 
30/11/2016 - Il pasticciaccio del Senato alla Renzi/Boschi & C. (ALBERTO DELLISANTI)

Grazie Dottor Forte per poterla leggere una seconda volta. Lettere illuminanti. La prima (di ottobre) descriveva il centralismo di Renzi e declamati tagli alla spesa - fasulli - richiamando con chiarezza la piattaforma politica LIBERAL-POPOLARE che non appartiene a Renzi (e che non si vede più manco in NCD schiacciata sul verbo Renzi(Boschi/Verdini). M. Forte (nel ricordarne fondamentali aspetti) diceva NO al "Renzianum". E pure il suo chiaro personale aderire a una Assemblea Costituente che "separi la necessaria riforma delle istituzioni dall'attività di Governo" di qualunque colore esso sia. Oggi, la lettera che svela l'inganno che si cela dietro la elezione di secondo livello dei futuri facenti funzione di Senatori. Si spaccia tale elezione come di spessore uguale rispetto all'elezione popolare... Ma dico io: a parte la frottola che Sindaci e Consiglieri Regionali siano in grado di essere pure Senatori!!! Sono solo dei facenti funzione a cui pagare viaggi vitto e alloggio a Roma (moltiplicato 100, e 2 o 3 volte al mese). RIFORMA INCREDIBILE. Pensiamo invece come è credibile passare da 630 Deputati (Renzi se li tiene tutti!!) alla metà: 315!! E lasciare il Senato alla elezione dei venti popoli regionali, ma riducendo i Senatori a metà del 315 di adesso. TOTALE 475 tra On. e Sen. Contro i 945 di adesso e contro i 730 di Renzi (di cui i suoi 100 Senatori sono solo delle controfigure). Chi risparmia di più? E le Regioni a statuto speciale...?