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REFERENDUM COSTITUZIONALE 2016 - LA GUIDA/ Più potere ai cittadini, Sì o No?

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Matteo Renzi (LaPresse)  Matteo Renzi (LaPresse)

Non è detto che questo sia un male: i referendum propositivi (quelli, cioè, che riguardano un testo di legge redatto dal corpo elettorale e destinato ad entrare in vigore a meno di un voto oppositivo delle Camere) ed i referendum di indirizzo (quelli con cui il corpo elettorale esprime un desiderio o un indirizzo che il legislatore non è giuridicamente tenuto a  recepire) sono già presenti da tempo negli ordinamenti regionali e negli statuti comunali. E non hanno mai dato grande prova di sé, stante la debolezza di effetti giuridici che producono: una debolezza di effetti che ha nuociuto grandemente alla loro diffusione. E sempre dagli statuti regionali (Emilia Romagna, Toscana e, in parte Lombardia) e dalla stagione statutaria di dieci anni fa sono ricavate "le altre forme di consultazione, anche delle formazioni sociali" che si vorrebbero inserire in Costituzione.

3. Il terzo intervento riguarda l'iniziativa legislativa popolare. Al momento l'iniziativa legislativa popolare è prevista dall'art. 71, per cui "Il popolo esercita l'iniziativa delle leggi, mediante la proposta, da parte di almeno cinquantamila elettori, di un progetto redatto in articoli". E' dal 1948 insomma, che il corpo elettorale può redigere proposte di legge da presentare alle Camere: proposte di legge nessuna delle quali è mai stata trasformata in legge da parte delle Camere. In questa prospettiva la riforma innalza la soglia per la presentazione di queste proposte, che vanno da 50.000 a 150.000 firme. Prevede, però, che i regolamenti parlamentari stabiliscano tempi e forme della discussione e della deliberazione conclusiva inerente a queste proposte.

Anche qui ci si trova innanzi non all'introduzione di una disciplina, ma semplicemente al rinvio a fonti extracostituzionali (e cioè ai regolamenti di Camera e Senato) della disciplina di un istituto.

Vale solo la pena di ricordare (art. 64, qui invariato) che i Regolamenti sono approvati da ciascuna Camera a maggioranza assoluta dei suoi componenti. E che l'adattamento dei regolamenti alle prescrizioni previste dal nuovo art. 71 sarebbe un atto discrezionale di ciascuna Camera. E che non ci sarebbe alcuna sanzione giuridica nei confronti di una eventuale inerzia delle Camere.



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