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DIETRO LE QUINTE/ Il rinvio del referendum? Decide Donald Trump

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Donald Trump (LaPresse)  Donald Trump (LaPresse)

Questo ovviamente è il palcoscenico, con gli attori principali e il canovaccio, che si ascolta e che si può vedere. Ma la sensazione è che ci sia anche un nutrito backstage, più una vecchia "buca da suggeritore", che cercano di correggere, dove è possibile, la grande vicenda che sta andando in scena da mesi.

Ci sono un ex e un attuale "inquilino" del Quirinale che hanno delle legittime e più che giustificate preoccupazioni su quello che può accadere il 5 dicembre, a urne aperte e a risultato acquisito. Niente di drammatico, per carità, ma qualche fastidio sulla possibile divisione del Paese tra il fronte del Sì e quello del No. Una vittoria risicata su una questione di riforma costituzionale non fa bene a nessuno. Se poi dovesse, in base ai numeri dei "dannati sondaggi", prevalere il No, i fastidi si moltiplicherebbero.

Quanto sarebbe bello "spacchettare" tutto, riformare anche la legge elettorale, diluire nel tempo i quesiti referendari e avvicinarsi alla fine normale di una legislatura, senza traumi per l'attuale governo.

In più la situazione economica del Paese non è affatto sfavillante e i problemi con l'Europa stanno diventando fastidiosi, anche perché i tedeschi non fanno le pulci solo all'Italia, ma persino alla Bce di Mario Draghi con il Qe, che ha fatto respirare l'Italia in questi anni. Insomma la sequenza dei problemi che si trascina dietro il referendum è lunga.

Infine c'è stata la tragica e sfortunata sequenza del terremoto del centro Italia, che obbliga il governo a interventi di emergenza e di urgenza. Fatto che, occorre riconoscere, sta facendo con il massimo impegno e con tutte le possibilità a disposizione.

In questo caso, non c'è proprio nulla di ironico e tanto meno da scherzare. Anche se la campagna referendaria è stata così aggressiva e divisiva, anche se la famosa "moratoria" è una comica, perché ogni giorno si litiga a più non posso in ogni trasmissione televisiva, un appello alla solidarietà nazionale, con una breve dilazione dei tempi referendari, poteva forse essere accettata. Bisognava avere grande classe politica e nervi saldi, ma si poteva affrontare.

Invece, l'ironia della storia ti prepara l'imprevisto. La sensazione che viene anche dal rinvio della sentenza del Tribunale di Milano, con tutto il rispetto e la riconosciuta indipendenza del giudice Dorigo, è che più che alla tragedia del terremoto appenninico ci sia chi pensa a un altro terremoto, di natura diversa, non geologica, ma politica che è in corso a Washington.

Da una decina di giorni, per un pacco di e-mail, non si capisce bene come finirà questa partita delle presidenziali americane. E' evidente che la superpotenza americana detta quasi sempre i tempi della storia prossima ventura. Determina le alleanze militari, indirizza lo sviluppo economico in senso positivo o negativo, condiziona la politica europea.



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COMMENTI
04/11/2016 - Summum ius summa iniuria & C. (Carlo Cerofolini)

Oramai è chiaro che nell’Italia degli azzeccagarbugli da tanto troppo tempo spadroneggia il “Summum ius summa iniuria”. Detto questo e se allora, provocatoriamente ma fino ad un certo punto, provassimo a fare a di meno di un governo nel pieno delle sue funzioni ma abilitato solo all’ordinaria amministrazione – le spese non devono in questo caso ogni mese superare un dodicesimo delle spese sostenute nell’intero anno finanziario precedente, sai che risparmio – non è che andremmo assai meglio, visto che così è stato tempo fa in Belgio quando stette diciamo senza governo per quasi due anni e di recente pure in Spagna quando la stessa cosa è accaduta per quasi un anno. Controprova? Il Belgio e pure la Spagna appena hanno avuto o riavuto un governo nel pieno delle funzioni sono andati peggio su tutti i fronti.

 
04/11/2016 - Che Paese straordinario...... (Luigi PATRINI)

Come si potrebbe intitolare? Forse "commedia all'italiana"!!!! Questa situazione è una testimonianza efficacissima dell'amore (si fa per dire, ovviamente) della Magistratura per il Bel Paese che la nutre e la mantiene. E' davvero vergognoso constatare quanto poco stiano a cuore ai nostri Magistrati la sorte e l'immagine del nostro (e loro!) Paese, della nostra (e loro!) Patria. Probabilmente hanno ragione da un punto di vista formale: d'altra parte, chi meglio di loro conosce i cavilli e gli arzigogoli per tirare la legge dove si vuole? Ma come non capire quanto denaro fanno spendere inutilmente con le loro lungaggini! Non certo a caso hanno un ruolo tanto importante nella "Favola delle api" di Bernard de Mandeville! Nonostante ciò, noi continuiamo a galleggiare e il nostro Paese "esiste, esiste, esiste" ancora!