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Politica

DIETRO LE QUINTE/ Il rinvio del referendum? Decide Donald Trump

Non arriverà prima di 10 giorni la decisione del Tribunale di Milano sulla possibilità di inviare alla Consulta il ricorso presentato da Valerio Onida. Il retroscena di GIANLUIGI DA ROLD

Donald Trump (LaPresse)Donald Trump (LaPresse)

Angelino Alfano, ministro dell'Interno, era stato perentorio nel suo "possibilismo" a rinviare il referendum costituzionale del 4 dicembre. Ma altrettanto perentorio e decisionista è stato il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, nel rigettare "qualsiasi rinvio". Questa contrapposizione tra i due più importanti esponenti del Governo potrebbe (involontariamente, s'intende!) diventare una delle più intriganti sceneggiate dai tempi del capolavoro Le baruffe chiozzotte di Carlo Goldoni. Va chiarito che Alfano si è subito ricreduto, ma intanto c'è sempre un problema che si profila e che potrebbe ingarbugliare ancora di più la matassa del referendum costituzionale.

Il Tribunale di Milano, giudice Loreta Dorigo, doveva decidere l'altro ieri, 2 novembre, su un ricorso presentato da Valerio Onida che chiede di investire la Consulta circa l'incostituzionalità della legge 352/1970 che istituisce il referendum, laddove non prevede l'obbligo di scissione del quesito quando ci sono più temi. L'oggetto del ricorso è il quesito unico referendario, che violerebbe la libertà del voto degli elettori garantiti dagli articoli 1 e 48 della Costituzione. Per farla breve, si contesta che all'interno dello stesso quesito ci siano appunto questioni diverse. Chi ricorre dice: un elettore potrebbe essere favorevole all'abolizione del Cnel, ma al tempo stesso contrario al superamento del bicameralismo perfetto. Come si risolve questo problema?

Bene, che cosa fa il Tribunale di Milano a un mese dalla data del voto? Rinvia la sentenza di dieci giorni. Praticamente più o meno intorno al giorno 13 novembre (numero fortunato?), a venti giorni dal referendum, sapremo la risposta.

Tutto finito? Ma neanche per l'anima!

Che succede se il giudice Loreta Dorigo decide che il ricorso è ammissibile? Si sospende il referendum e sia Alfano che Renzi salvano la faccia dopo il loro atteggiamento antitetico ma perentorio che è durato solo un giorno? Il problema è ovviamente controverso e problematico. Secondo l'Avvocatura dello Stato, anche se il ricorso dovesse essere accolto, la Corte costituzionale non potrebbe sospendere il referendum, perché questo potere è previsto solo nel caso di referendum relativi a conflitti tra Stato e Regioni.

Ma di parere diverso è Valerio Onida, che è stato anche presidente della Consulta, secondo cui il tribunale civile non può che rimettere la decisione alla Corte, ma non sospendere l'atto. Potrebbe farlo la Consulta — sempre secondo Onida — utilizzando, anche per analogia, i poteri di urgenza che già le si riconoscono, potendo sospendere l'efficacia delle leggi in caso di conflitto tra Stato e Regioni e gli atti impugnati con un conflitto di attribuzioni. L'analogia in giurisprudenza è quasi una parola magica e quindi è proprio su questa "analogia" che si dividono gli esperti. In definitiva, però, il rischio che il referendum possa saltare non è affatto scongiurato del tutto. 


COMMENTI
04/11/2016 - Summum ius summa iniuria & C. (Carlo Cerofolini)

Oramai è chiaro che nell’Italia degli azzeccagarbugli da tanto troppo tempo spadroneggia il “Summum ius summa iniuria”. Detto questo e se allora, provocatoriamente ma fino ad un certo punto, provassimo a fare a di meno di un governo nel pieno delle sue funzioni ma abilitato solo all’ordinaria amministrazione – le spese non devono in questo caso ogni mese superare un dodicesimo delle spese sostenute nell’intero anno finanziario precedente, sai che risparmio – non è che andremmo assai meglio, visto che così è stato tempo fa in Belgio quando stette diciamo senza governo per quasi due anni e di recente pure in Spagna quando la stessa cosa è accaduta per quasi un anno. Controprova? Il Belgio e pure la Spagna appena hanno avuto o riavuto un governo nel pieno delle funzioni sono andati peggio su tutti i fronti.

 
04/11/2016 - Che Paese straordinario...... (Luigi PATRINI)

Come si potrebbe intitolare? Forse "commedia all'italiana"!!!! Questa situazione è una testimonianza efficacissima dell'amore (si fa per dire, ovviamente) della Magistratura per il Bel Paese che la nutre e la mantiene. E' davvero vergognoso constatare quanto poco stiano a cuore ai nostri Magistrati la sorte e l'immagine del nostro (e loro!) Paese, della nostra (e loro!) Patria. Probabilmente hanno ragione da un punto di vista formale: d'altra parte, chi meglio di loro conosce i cavilli e gli arzigogoli per tirare la legge dove si vuole? Ma come non capire quanto denaro fanno spendere inutilmente con le loro lungaggini! Non certo a caso hanno un ruolo tanto importante nella "Favola delle api" di Bernard de Mandeville! Nonostante ciò, noi continuiamo a galleggiare e il nostro Paese "esiste, esiste, esiste" ancora!