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REFERENDUM/ Caldarola: Renzi e Berlusconi pensano al rinvio (ma non lo dicono)

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Matteo Renzi ieri sera alla Leopolda (LaPresse)  Matteo Renzi ieri sera alla Leopolda (LaPresse)

Sì. Sanno tutti bene che quando si ha una percentuale superiore al 40 per cento di indecisi e l'opinione pubblica è largamente disgustata da una campagna elettorale così, l'incertezza è imponderabile. In più si sono consolidati alcuni messaggi: che la riforma può esser giudicata bella o brutta, ma la democrazia non è in pericolo; che l'Italicum sarà cambiato e quindi il brutto "combinato disposto" (di riforma costituzionale e legge elettorale, ndr) non ci sarà più. Ecco che la campagna elettorale rischia di apparire solo il puntiglio di stati maggiori, con un largo seguito certo, ma senza una vera partecipazione nella maggioranza degli italiani.

 

Secondo lei gli italiani non si sono già preparati all'idea di andare alle urne?

Davanti al rinvio potrebbero borbottare, ma secondo me non avvertirebbero lo scippo, come se sarebbe invece se si trattasse delle elezioni politiche. Che rinviare non si può e non si deve. 

 

E se il referendum viene rinviato, nel frattempo che si fa?

I partiti avrebbero l'ultima chance di modificare tutte insieme la legge elettorale. Si tornerebbe a parlare del referendum senza farlo passare per un giudizio universale. 

 

Renzi salverebbe la faccia?

Se Renzi si mette in testa di non apparire sempre come il cavaliere solitario in lotta contro i mostri del passato, può svolgere una bella parte. Così Berlusconi: il sogno di diventare protagonista di una vicenda che parli all'intero paese potrebbe interessarlo. Idem il presidente della repubblica: un minuto dopo il rinvio del referendum potrebbe svolgere un ruolo di ricucitura a trecentosessanta gradi. Ci sarebbe posto per moltissimi uomini di pace: Amato, Pera, Violante e tanti altri.

 

Ieri è cominciata la Leopolda. Che ruolo avrà quest'anno?

Un ruolo minore, perché Renzi ha ben altri fronti aperti. Potrebbe servirgli per rottamare la sua attuale classe dirigente, mostrare altri volti.

 

Questa è cattiva, Caldarola.

Diciamo così: è un appuntamento che se Renzi avesse potuto prevedere il terremoto, avrebbe volentieri evitato.

 

Renzi aspetterà con ansia l'esito delle elezioni americane. Facciamo l'ipotesi che tutti vorrebbero escludere: se si ritrovasse con Trump presidente?

Per lui sarebbe drammatico. A quel punto gli resterebbe solo Angela Merkel…

 

(Federico Ferraù)



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COMMENTI
05/11/2016 - omaggio a peppino calderola (marco brogi)

dopo l'unità, lettera 43 e alcune comparse televisive posso dirti peppino che dobbiamo stare attenti a ideologiche liberiste, egoismi e menzogne che mascherano i vizi in virtù, interessi economici in bene comune. Falsa modernità che priva della libertà ideologica perché hanno paura della realtà come è stata creata nel corso della storia dall'umanità. Agire buono presuppone interesse reale per la persona fragile cosa che non hai dimostrato ti faccio una proposta trovati un lavoro onesto che è ora.

 
05/11/2016 - Zitti, zitti, in un profluvio di parole (ALBERTO DELLISANTI)

Interessante intervista che conferma il Caldarola pensiero per il SI', e quindi a favore del rinvio del Referendum. La giusta ironia che esprime sul diniego di entrambi a rinviare, è la parte con cui concordare. Entrambi lo desiderano 'sto rinvio. Che poi avvenga è ancora da dimostrare come dice Caldarola. Ma bisogna dirlo che Renzi ha sondato il campo attraverso il fido Alfano, direttore dell'ufficio immigrazione (epicentro euro-italico). Ed è vero che il Berlusca sta al momento suonando (con mano musicalmente leggiadra...leggera leggera) lo spartito del NO, ma è durato lo spazio di un mattino quello che si era detto fosse il passaggio serio dell'Arcoroso dal NI al NO. Il rinvio è qui lodato per la possibilità di trasformare l'Italicum in una legge altra, prima del voto degli italiani. Non una parola sui contenuti del "Renzianum", la nuova costituzione oligarchica voluta di là dell'Atlantico, e da Merkel e il suo Ministro degli Interni (che ha rilasciato la laurea di coraggioso al Fiorentino), ma pure dalla May e (fanalino di coda, ma c'è) monsieur Hollande. I contenuti da oligarchia, fortemente sottintesa al "Napolitanum-Verdinianum", sono digeriti. O non visti. Auguri Italia nostra. Che il Signore ce la mandi buona con 'sto rinvio sì oppure no. Quanti tartufoni tra gli uomini di governo e quelli di legge, in servizio permanente effettivo, o pro tempore.