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SONDAGGI/ Mannheimer: No davanti (54%), Renzi in 2 anni ha perso il 27%

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In questo momento ha già deciso come votare al referendum circa il 60-65% degli elettori, mentre il 35-40% è indeciso o astenuto. Faccio presente che probabilmente avremo un’astensione del 40%, e forse più, quindi non mi aspetto grandi sorprese.

 

Che cosa accadrebbe se questo 40% andasse a votare?

Tradizionalmente, se vanno a votare, gli indecisi scelgono nelle stesse proporzioni di chi ha già dato una risposta nel corso dei vari sondaggi. L’esito però può anche cambiare, tutto dipende dalla partecipazione. Sono numerosi i casi recenti dove la partecipazione ha cambiato tutto il quadro, basti vedere quanto è avvenuto nel referendum britannico, ma anche alle elezioni politiche del 2015 in Israele. Insomma non siamo sicuri della vittoria del No. Inoltre bisogna vedere in quanti andranno a votare.

 

A quanto sono invece i due partiti politici più forti, Pd e M5s?

Sono entrambi attorno al 30%. Dico attorno, perché le misurazioni precise fino alla virgola del seguito elettorale non mi convincono. Resta il fatto che i due partiti sono sostanzialmente affiancati. Una settimana M5s supera il Pd e la settimana successiva accade il contrario. Adesso il Pd è davanti, ma queste misurazioni del seguito elettorale fatte attraverso i sondaggi vogliono dire poco perché tanta gente decide per chi votare all’ultimo minuto. In ogni caso se si andasse al ballottaggio oggi vincerebbero i Cinque Stelle.

 

(Pietro Vernizzi)



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