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SCENARIO/ Dalla Leopolda a Donald Trump, dove (non) ci porta il "gioco dell'oca"

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Il famoso selfie Boschi-Cuperlo (LaPresse)  Il famoso selfie Boschi-Cuperlo (LaPresse)

Se si cerca di dare uno sguardo freddo e razionale, non si può che concludere che ormai, a meno di un mese dell'ordalia referendaria, ci si trova in un Paese sull'orlo di una crisi di nervi, che, oltre a tutto, deve guardare al risultato americano e agli sviluppi politici europei. Non tanto alla Brexit, ma piuttosto alla Germania che non risparmia critiche al Presidente della Bce, Mario Draghi, per la sua politica di intervento nell'acquisto dei titoli di Stato, il famoso Qe, che la Bundesbank sembra non voler più digerire.

A ben guardare, si potrebbe dire che di fronte alle scadenze che ci dobbiamo aspettare a partire da lunedì, questo primo week-end di novembre potrebbe essere uno degli ultimi "fine settimana di quiete", prima delle inevitabili scelte che si dovranno fare e alle quali saremo chiamati.

Incredibile, nel frattempo, notare la confusione che regna anche nel mondo dell'informazione. Per fare un esempio: tutti i famosi analisti e commentatori che, solo un anno e mezzo fa, davano Donald Trump al 2 per cento, sono al momento terrorizzati sotto un tavolo.

Ma per restare alle vicende italiane, quelli che in questi anni hanno sostenuto tutte le svolte, dal 1992 a oggi in Italia, sembrano profondamente delusi. Qualcuno si spinge all'autocritica. C'è chi si lamenta, adesso, della famosa svolta di Enrico Berlinguer con la "questione morale", che fu invece attaccata subito da Giorgio Napolitano. Ma è noto che la memoria in Italia è molto labile. C'è poi chi dalla denuncia della "casta" arriva a definire oggi l'Italia "La repubblica dei brocchi".

Sarà necessario fare presto un'attenta lettura di queste nuove "analisi" per vedere quanti "sfondoni e dimenticanze", quante "smemoratezze" si portano dietro. Anche per evitare che nei vari passaggi, dopo la caduta della "prima repubblica", non ci sia una specie di "gioco dell'oca".

Prima andavano bene i magistrati, poi si sono alternati Berlusconi e Prodi, poi con il suggerimento "epico" di alcuni illuminati si è arrivati alla denuncia della "casta", quindi è arrivato Monti, poi Renzi. Ora, nonostante gli exploit di Virginia Raggi, prendono piede i grillini. E se deludono anche questi? Problematico un ritorno alla prima repubblica.



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