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CAOS PD/ L'"ex" D'Attorre: l'accordo sull'Italicum? Se vince il Sì, Renzi lo straccia

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Gianni Cuperlo (LaPresse)  Gianni Cuperlo (LaPresse)

La mia sensazione è che Renzi abbia diviso qualche parlamentare, ma che la grandissima parte degli elettori della sinistra e del Pd voterà contro la riforma. Ne sono convinto da mesi e ho sempre pensato che alla fine Bersani e gli altri sarebbero andati sul No. 

 

Attualmente l'Italicum è in attesa della decisione della Consulta; come può Renzi pretendere, in caso di vittoria, di tirare dritto come lei gli attribuisce di voler fare?

E' realistico pensare che se dovesse vincere il Sì, anche un eventuale intervento della Corte costituzionale riguarderebbe aspetti secondari, come le pluricandature per esempio, non la sostanza.

 

Come mai è così pessimista?

Ma perché la vittoria del Sì sarebbe inevitabilmente interpretata come via libera politico a un sistema ipermaggioritario. Viceversa, se vincesse il No, la Corte sarebbe costretta ad abolire il ballottaggio, per rimanere coerente con la sentenza 1/2014 dove c'è scritto nero su bianco che un premio di maggioranza è giustificabile se funzionale a ottenere la governabilità. Nel momento in cui (vincendo il No, ndr) rimanesse in vita il Senato con la legge elettorale proporzionale, è evidente che il ballottaggio dell'Italicum solo alla Camera sarebbe indifendibile. 

 

Il referendum deciderà anche la partita interna al Pd?

Deciderà la partita di tutto il campo progressista. Il referendum sul piano politico è anche un bivio tra la prospettiva del partito della nazione e nuovo centrosinistra. Se vincerà il Sì avrà vinto il progetto di Renzi, Alfano, Verdini e Cicchitto, se vincerà il No questo disegno sarà sconfitto e si aprirà il cantiere di un nuovo schieramento progressista che si candidi a governare il paese. 

 

Una previsione, D'Attorre?

Io sono convinto che sarà il voto dei cittadini a decidere sulla legge elettorale. E spero che non ci si inventi scuse per rinviare il voto del 4 dicembre, anche perché gli italiani aspettano da molto tempo di potersi pronunciare.

 

(Federico Ferraù)



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COMMENTI
14/11/2016 - Scuse? Non vi è motivo (giovanni d'anna)

Di cosa dovrei scusarmi, di grazia? Di aver reso chiara la fragilità politica della tesi sostenuta dall'on. D'Attorre. Al replicante non piace il termine ammucchiata? Scelga ciò che gli aggrada: accozzaglia, schieramento, fronte, coacervo, compagnia. Resta incontrovertibile che i sostenitori del no sono tenuti insieme dalla mera avversione politica per l'attuale presidente del Consiglio, non certo perché condividano un'idea di riforma costituzionale. Il replicante non entra nel merito della questione, condendo il tutto con termini completamente fuori luogo, quali: "fatto oggetto di furia" o "manganellare"; con ciò dimostra solo la propria vacuità. In merito a Bombacci, non ho espresso alcun giudizio di valore sulla sua triste sorte, ma volevo solo evidenziare che la rigidità teorico-politica,insieme alla falsa interpretazione dei fenomeni socio-economici,può indurre i puri e duri di sinistra a ritrovarsi a destra dello schieramento politico.

 
08/11/2016 - Parole per le quali scusarsi (ALBERTO DELLISANTI)

Sinistra Italiana non avrà certo il mio voto. Il pensiero politico complessivo è diverso. Con D'Attorre ho in comune il NO al 4/12 p.v. Il mio NO risponde a profonda convinzione. Vedo D'Attorre fatto oggetto della furia di chi scrive un suo commento, qui pubblicato. Siamo tutti e tre uomini: l'onorevole, il commentatore, ed io. Nel nome della nostra comune umanità mi scuso con la persona che vedo qui manganellata. Bombacci pagò il suo fascismo per mano dei partigiani a Dongo. Perché evocare poi proprio Nicola Bombacci? Che fu bestialmente appeso a testa in giù in Piazzale Loreto, accanto alla semi denudata Petacci, e al tristo dittatore che partì da qualche buona idea di sinistra (Maremma/Agro Pontino/Opera Naz. Maternità e Infanzia, ecc ecc ecc) ma sotto la scorza di un Duce. Maligna figura, palesatasi per quello che un Duce può arrivare a fare, il criminale di guerra che supplizia la Nazione che governa, il giorno in cui la sete di potere lo farà unirsi al nazional socialismo, al razzismo più bieco, alla guerra la più criminale dell'evo moderno, scatenata dal suo compare nazista. D'Attorre come Bombacci? Chi l'ha pensato se ne ravveda. Non potrà non capire che è follia. E che "l'ammucchiata anti renziana" esiste solo nel livore del suo pensiero. E' una metà degli Italiani (speriamo abbondante) che comprende le ragioni del NO a una pessima riforma di parte. Testa e cuore. Silvio, Brunetta e Salvini lasciamoli al pensiero fisso di chi ce l'ha.

 
08/11/2016 - Grazie onorevole (giovanni d'anna)

Istruttivo, davvero molto istruttiva la risposta dell'on. D'Attorre: "...se vincerà il NO... si aprirà il cantiere di un nuovo schieramento progressista che si candidi a governare il paese". (Testuale, leggere per credere). Ella, esimio on., come si suol dire, è uscito da "sinistra" dal PD per approdare nell'ammucchiata antirenziana in compagnia di Brunetta, Salvini, Fratelli d'Italia, Di Maio, Grillo e Berlusconi, tutti notoriamente progressisti a 18 carati. I puri e duri della sinistra non si smentiscono mai: basta grattarli un poco e voilà si materializza sotto le loro sembianze Nicola Bombacci. Sventurata Italia, qual misera sorte ti è riservata dalla vittoria del NO. Per tua e nostra fortuna c'è l'on. D'Attorre: quanto più egli esterna in favore del NO, tanto più convince gli astensionisti cronici e gli indecisi di mobilitarsi per VOTARE SI.