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SCENARIO/ Folli: Renzi ha usato Bersani per perdere voti

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Matteo Renzi (LaPresse)  Matteo Renzi (LaPresse)

Tutto questo contiene sicuramente una parte di verità. A ben vedere Renzi non ha governato male sinora, non ha fatto della "macelleria sociale" in una situazione italiana economicamente molto compromessa. Si è dimostrato indubbiamente un leader, ma non ha dimostrato ancora la statura dello statista, per motivi forse di temperamento o forse anche culturali. Ha incalzato gli italiani con una serie di promesse che non poteva oggettivamente onorare. Perché lo abbia fatto non lo si capisce davvero. Si comprende che volesse rassicurare un paese rassegnato, ma uno statista deve anche abituare il Paese a prendere atto di realtà che sono dure, difficili da affrontare.

 

Anche le frasi che accompagnarono l'approvazione dell'Italicum erano abbastanza sopra le righe: "Il modello che fra poco tutto il mondo vorrà imitare".

E' vero anche questo, nel momento in cui sostiene che dopo il 4 dicembre è pronto a modificarlo. Ma il centro del problema è un altro. Mi sembra che questa Leopolda abbia dimostrato di essere un rapporto esclusivo e carismatico con il suo leader. Mentre invece un leader deve affrontare il problema dell'unità di un Paese, soprattutto su un tema come quello della Costituzione, della riforma costituzionale. Non è uno scherzo, non è una legge qualsiasi. E' la carta fondamentale della Repubblica e non si può rimanere divisi anche dopo il risultato del referendum, qualunque esso sia. E' questa ricerca di unità che deve ispirare la politica di Renzi, mentre tutto ormai sembra spostato dopo il referendum: banche e Monte dei Paschi, Italicum e persino lo scontro con l'Europa che si è fatto più duro.

 

(Gianluigi Da Rold)



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COMMENTI
08/11/2016 - Acuto, Folli!!! (Luigi PATRINI)

E' vero, Folli è proprio bravo: bravo per quel che dice, bravo per quel che sussurra, bravo per quel che non dice ma lascia solo intendere. Anche in questo c'è una forma di rispetto per l'ascoltatore: in fondo è vero - ed è saggio riconoscerlo - che "a buon intenditor poche parole"! Complimenti! I giovani politici non hanno umiltà, eppure ne serve moltissima, soprattutto ai politici che si dicono e si credono cattolici: la Politica, quella con la "p" maiuscola, è un autentico servizio e solo chi è umile, consapevole di sé e del suo compito, ma pienamente umile, è realmente capace di servire; gli altri "si servono", anziché "servire". E questo, per chi fa politica, anzi, per chi fa Politica, è davvero un grosso guaio, perché, prima o poi, ci lascia le penne. Non mi pare il caso di scomodare esempi celebri, tipo Napoleone o altri "grandi della storia": i pigmei non reggono questi paragoni!