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A PROPOSITO DI AMMUCCHIATE/ Juncker, Schäuble, perché la "casta mondiale" sta con Renzi?

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Wolfgang Schaeuble (LaPresse)  Wolfgang Schaeuble (LaPresse)

Più coinvolgente e più insinuante Romano Prodi. L'uomo del pendolino che non piaceva a Leonardo Sciascia e per altri motivi non piaceva neppure a Enrico Cuccia, spiega: "Anche se le riforme proposte non hanno certo la profondità e la chiarezza necessarie, tuttavia per la mia storia personale e le possibili conseguenze sull'esterno, sento di dovere rendere pubblico il mio Sì, nella speranza che questo giovi al rafforzamento delle nostre regole democratiche, soprattutto attraverso la riforma della legge elettorale". In una recente intervista-libro di Marco Damilano, vicedirettore dell'EspressoMissione incompiuta, Prodi viene più volte definito come un keynesiano. Forse per questo si schiera contro Monti ma accetta di stare con Schäuble, che quando sente parlare di Keynes viene preso da malore? Siamo alle interpretazioni da retrobottega. Strano che Prodi, fino a qualche giorno fa, dichiarasse che non avrebbe mai dichiarato per chi votava, "neppure sotto tortura". Chissà se qualcuno gli ha ricordato pendolini, cambi dell'euro, "bilanci al derivato" e soprattutto la raffica di privatizzazioni effettuate dopo aver avuto diverse esperienze di consulenza internazionale.

Ma nel gioco degli endorsement si è lanciato anche il croupier lussemburghese Jean-Claude Junker. Junker. In un raro (ma non troppo) momento di sobrietà, si è lasciato andare a un appello quasi lirico: "Non so se sarei utile a Renzi dicendo che vorrei che vincesse il Sì. Mi limito a dire che non vorrei vincesse il No. L'Italia è una grande nazione e Renzi ha contribuito a questo. Bisogna ammetterlo. Vorrei che il paese riprendesse il suo posto fra i grandi attori dell'Unione. L'Italia fa parte dell'Europa in modo essenziale. Se la perdessimo come architetto, ispiratore, artigiano dell'Europa, non sarebbe più la stessa cosa". C'è qualche soggetto fuori posto nella dichiarazione di Junker, ma il concetto per il Sì è chiaro. E quello che ci si aspetta dal croupier del Granducato è già molto.

Non va dimenticata la dichiarazione del ministro degli Esteri tedesco, Frank-Walter Steinmeier: "Non sono preoccupato per l'esito del referendum in Italia: sono certo che Renzi avrà il successo necessario". Ma francamente non gliene frega nulla a nessuno, se non per rimanere stupiti che, mentre si accentua il divario sull'austerity e sull'immigrazione tra Italia e Germania, avviene poi un riavvicinamento sul Senato italiano e sul Titolo V della nostra Costituzione.

Su tutti questi endorsement, che si allineano poi ai giornali più famosi, tranne l'Economist, c'è una strana sensazione. C'è chi sostiene che, ad esempio, l'endorsement di Schäuble potrebbe essere un "bacio della morte" per Renzi, più che un vantaggio. Anche Juncker non scherza come portatore di disgrazie premeditate. E non si scommette solo su questo. C'è chi sostiene la scientificità maligna di alcuni e la semplice fama di "menagramo".



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COMMENTI
01/12/2016 - Macché uffa (ALBERTO DELLISANTI)

Se vincesse un bel NO, la siora Mazzola può stare tranquilla. Lei avrà pur sempre un Renzi (il Renzi) in "paradiso". Ma anche la Boschi, Alfano, Lupi, tutti li avrà. Certo il dottor Da Rold problematizza, ma lei non sbuffi! Da Rold si è posto in un "centro" da cui guardare con comprensione sia il SI' sia il NO. Guardare o ironizzarci su. Leggerlo non autorizza comunque a immaginare che voterà NO. Mica fa come Prodi che non voleva dire nulla, ma ha fortemente pronunciato SI' quando gli hanno ricordato l'euro, i derivati e le privatizzazioni di quel Prodi che fu a lungo "consulente internazionale". "Schauble, Steinmeier, Junker" (l'elite tedesca, compreso il lussemburghese) hanno pesantemente sponsorizzato il SI'. Da Rold teme che portino sfiga invece di portar acqua al mulino del SI'. Massimo Cacciari si prende del "perenne incazzato" (mia sintonia totale con Da Rold) che ironizza giustamente su uno che dice che è una PORCATA ma che lui vota SI' perchè dopo Renzi vi è il vuoto. Cacciari aveva un rigore intellettuale che si è dissolto. Ho ferma stima invece dell'uomo Monti, impolitico, ma schiena dritta a perdere il saluto dei suoi colleghi consulenti delle grandi banche d'affar votando NO.

 
01/12/2016 - Uffa quante storie... (claudia mazzola)

Ieri ho visto Renzi da Vespa. Non confido in lui perchè confido nel Signore, ma Renzi ha il mio si. E che Dio ce la mandi buona!