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REFERENDUM/ Riforma, tre contraddizioni fatali (e un voto al buio)

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Matteo Renzi (LaPresse)  Matteo Renzi (LaPresse)

2. Il secondo esempio sull'irrazionalità della riforma riguarda la composizione del nuovo Senato. La questione non è solo quella già notoria dell'insanabile contrasto insito nel testo di revisione fra i due diversi modi di elezioni dei senatori-consiglieri — elezione indiretta da parte dei consigli regionali, ma "in conformità" (!) con le scelte degli elettori —. Più ancora, essa riguarda l'impossibilità strutturale della riforma di garantire il rispetto del principio di proporzionalità nella nomina dei consiglieri-senatori, vanamente assicurato dall'art. 57 del testo di revisione. 

Ancora una volta è Roberto D'Alimonte ad ammettere candidamente il tutto sul Sole 24 Ore dello scorso 24 novembre: "nel nuovo Senato ci saranno 8 regioni e due province autonome che avranno un solo consigliere regionale e un sindaco. Va da sé che in questi casi non sarà possibile assicurare una rappresentanza proporzionale. Il principio sarebbe violato nel caso che la maggioranza al governo nella regione si accaparrasse entrambi i seggi. Ma non sarebbe rispettato nemmeno se uno dei seggi fosse assegnato a uno dei partiti di opposizione". 

Occorre dunque chiedersi: se il principio costituzionale della proporzionalità è destinato a essere inesorabilmente violato, le prossime leggi di attuazione saranno inevitabilmente illegittime? E come faranno le minoranze politiche e territoriali a essere rappresentate nel nuovo Senato? E quanto graverà il tutto sulla tenuta democratica del sistema?

3. Il terzo esempio sull'irrazionalità della riforma riguarda il funzionamento di un Senato composto da consiglieri regionali e da sindaci in tutt'altre faccende affaccendati. La questione dei cosiddetti senatori dopolavoristi è talmente plateale e insanabile, che gli stessi "esperti" del Pd appositamente incaricati di trovare una soluzione hanno dovuto prendere atto della relativa impossibilità. Nel documento finale essi hanno concluso, laconicamente, che i neosenatori si recheranno a Roma non più di due volte al mese e che, per il resto, parteciperanno alle attività del Senato via mail. In tal modo, tuttavia, quale sarà il destino della democrazia territoriale? Chi sarà il gran burattinaio telematico? E quali saranno le garanzie della tenuta dei principi di trasparenza e di responsabilità politica, supremi principi del costituzionalismo parlamentare?

Gli esempi rappresentati sono solo alcuni dei tanti a disposizione. Essi dimostrano come l'irrazionalità del nuovo sistema non solo interessa profili essenziali dell'impianto democratico, ma è pure destinata a permanere nel tempo. La riforma Renzi-Boschi, in tal senso, costituisce una sorta di "terra incognita" per il Paese. Presentando contraddizioni e carenze plateali e insanabili, nessuno è in grado di poter assicurare il corretto funzionamento del nuovo impianto. Ecco perché il voto referendario sarà un voto al buio; ai cittadini è impedito di conoscere in anticipo e compiutamente l'oggetto su cui sono chiamati a pronunciarsi. Ed ecco perché la campagna referendaria del Governo è stata indirizzata alla "pancia" piuttosto che alla "testa" degli elettori.  



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COMMENTI
02/12/2016 - La bugia di Napolitano (ALBERTO DELLISANTI)

Che articolo chiarificatore. Ancora il Prof Tondi della Mura. "PERSONALIZZAZIONE SFRENATA DI RENZI, E STRATEGIA PLEBISCITARIA DEL GOVERNO, NON SONO STATE CASUALI MA COERENTI E NECESSITATE. ESSE NON SONO DERIVATE DA UN ERRORE CARATTERIALE DI RENZI (come vuole far credere Giorgio Napolitano) PIUTTOSTO SONO DIPESE DAL "VUOTO COSTITUZIONALE" DI CUI E' AFFETTA LA RIFORMA. Se il voto non può essere RAZIONALE, allora deve essere necessariamente EMOZIONALE. ED E'ALL'EMOZIONE CHE HA INTESO FARE PRESA LA PROPAGANDA DEL GOVERNO". Non dimentichiamo che il Responsabile della campagna elettorale di Renzi per il Referendum Costituzionale, è JIM MESSINA!! Un NUMERO UNO al mondo del marketing e della pubblicità. E' stato il Responsabile delle vittoriose campagne elettorali presidenziali di Barack Obama !!

 
02/12/2016 - Renzi trumpizzandum est! (Carlo Cerofolini)

Renzi trumpizzandum est! Solo così ci salveremo.

 
02/12/2016 - Grazie "Sussidiario" (ALBERTO DELLISANTI)

Caro Patrini, come la apprezzo anche con il commento di oggi. Anche sul punto del suo netto riconoscimento al "Sussidiario". Un organo di informazione straordinario nel panorama italiano. Tanto più che pure il "Sussidiario" deve tenere conto di opinioni diverse da quelle che grazie a Dio sono qui prevalenti (in ordine alla vicenda - mi viene di dire molto triste - della Correzione Costituzionale imposta da Renzi & C.). Benvenuti quindi tutte le Violini come tutti i Fortis. Anche oggi, nel leggere le news politiche, vi sono rapidi voli d'uccello che lasciano un sapore di SI', come di NO. Forse di prevalente SI'. Penso al Professor Vittadini che è rimasto fedele alla opportunità che lui non pronunziasse quale voto consegnerà all'urna. Posizione che è legata anche agli altri ruoli di alta responsabilità che lui ricopre. Ma anche alla Editrice del "Sussidiario" ha fatto molto bene questa posizione di Vittadini (che chissà quanti avrebbero voluto tradurre in questo o quel voto). Vedo questa posizione di Vittadini come contributo suo alla libertà con la quale siamo stati informati, in vista del finalmente pervenuto 4 di dicembre.

 
02/12/2016 - L'ultimo tradimento (Luigi PATRINI)

Ringrazio IlSussidiario per il servizio informativo svolto tutti i giorni: prezioso e puntuale nel proporre argomentazioni e corretto nel serio sforzo critico di obiettività. Forse questo chiarissimo intervento sarebbe stato meglio proporlo prima, ma ....meglio tardi che mai. Credo che dopo il referendum (spero che vincano i NO, ma temo che non sarà così per le illusioni seminate dai sostenitori del Sì) sarà davvero finita la Prima Repubblica e inizierà finalmente la Seconda. Questo referendum è l'estremo tradimento di una classe politica che - salvo rare eccezioni - soprattutto negli ultimi 25 anni (cioè dopo il referendum sulla preferenza unica voluto da Segni) ha sistematicamente tradito il popolo italiano con la sua mancanza di serietà e avidità (di soldi e di potere). La vittoria del NO, se riuscisse davvero a far esplodere la rabbia e il risentimento del popolo, segnerebbe forse il vero inizio della nuova Repubblica. Constato nelle ultime settimane la crescita di interesse da parte dei cittadini e la spaccatura in tutte le forze politiche fra sostenitori del Sì e del No: ottimi segnali per un rimescolamento dei partiti e la nascita di nuove formazioni trasversali, capaci di aggregare in modo non ideologico i propri seguaci. Auspico che dal mondo cattolico, sulla sollecitazione degli ultimi Pontefici e della Dottrina sociale della Chiesa, scaturiscano proposte e testimonianze affascinanti e trainanti. Dio salvi l'Italia e benedica tutto il nostro popolo!