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REFERENDUM/ Riforma, tre contraddizioni fatali (e un voto al buio)

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Matteo Renzi (LaPresse)  Matteo Renzi (LaPresse)

REFERENDUM COSTITUZIONE 2016. Il voto referendario di domenica 4 dicembre sarà un voto al buio. I cittadini dovranno pronunciarsi su una riforma costituzionale le cui modalità di funzionamento non sono valutabili, non essendo compiutamente conoscibili. 

Perché "voto al buio"? Il rilievo non deriva solo dalla presa d'atto della capillare opera di disinformazione realizzata dal Governo (attestata clamorosamente dalla velina del portavoce del presidente del Consiglio, Filippo Sensi, svelata da Dagospia e mai smentita); né discende solamente da quella naturale incertezza che accompagna la messa in opera di ogni nuovo impianto costituzionale. 

Più ancora, esso scaturisce dalle gravi contraddizioni e dalle carenze strutturali insite nel nuovo modello bicamerale. I motivi d'irrazionalità rinvenibili nel testo, infatti, se in alcuni casi sono addirittura insanabili, in altri rinviano all'intervento risolutore di variabili pur sempre indipendenti e dalla dubbia efficacia, essendo condizionate dalle dinamiche della politica e dall'incertezza dell'attuale momento storico.

A titolo emblematico valgano alcuni fra gli esempi più eclatanti.

1. Il primo esempio concerne la questione del conseguimento degli obiettivi di rapidità dei processi decisionali e di stabilità dell'esecutivo, che il Governo ha assicurato essere garantiti dalla riforma Renzi-Boschi. Una tale garanzia, tuttavia, non è certa, essendo piuttosto subordinata alla permanenza del cosiddetto "combinato disposto" fra la riforma costituzionale e la nuova legge elettorale. 

Il rilievo è confermato dallo stesso Roberto D'Alimonte, il politologo che insieme a Denis Verdini ha disegnato gli assi portanti dell'Italicum. Come ha ammesso il politologo sul Sole 24 Ore dello scorso 2 ottobre: "le due riforme sono strettamente connesse. Tanto connesse che vivranno o cadranno insieme. […] È la combinazione di Italicum e riforma costituzionale a creare le condizioni di un diverso modello di democrazia in cui stabilità e responsabilità del governo si combinano in modo equilibrato con la rappresentatività del parlamento. Non è un caso che chi critica la riforma costituzionale lo fa non solo per i suoi contenuti ma soprattutto per il suo collegamento con la riforma elettorale". 

E tuttavia, proprio la prosecuzione di una tale combinazione è tutt'altro che scontata. La permanenza dell'Italicum è seriamente messa in discussione tanto dalla Consulta, quanto dallo stesso Matteo Renzi: l'una, chiamata a giudicarne i gravi motivi d'illegittimità variamente contestati; l'altro, interessato a favorirne la modifica, in modo da sopravvivere alla competizione elettorale con i 5 Stelle (pur avendone imposto l'approvazione parlamentare con il voto di fiducia). 

In altri termini, nel caso della sostituzione dell'Italicum con una legge elettorale priva del clamoroso premio maggioritario ora in discussione, permarrebbero comunque invariate, anche nel caso di approvazione della nuova riforma, quelle condizioni d'ingovernabilità e di lentezza decisionale oggi contestate con tanta veemenza dal Presidente del Consiglio. Occorre dunque chiedersi: tanto rumore per nulla? E, soprattutto, sulla base di quale legittimazione il Governo assicura agli inconsapevoli elettori quanto invece non è in grado di garantire? 



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COMMENTI
02/12/2016 - La bugia di Napolitano (ALBERTO DELLISANTI)

Che articolo chiarificatore. Ancora il Prof Tondi della Mura. "PERSONALIZZAZIONE SFRENATA DI RENZI, E STRATEGIA PLEBISCITARIA DEL GOVERNO, NON SONO STATE CASUALI MA COERENTI E NECESSITATE. ESSE NON SONO DERIVATE DA UN ERRORE CARATTERIALE DI RENZI (come vuole far credere Giorgio Napolitano) PIUTTOSTO SONO DIPESE DAL "VUOTO COSTITUZIONALE" DI CUI E' AFFETTA LA RIFORMA. Se il voto non può essere RAZIONALE, allora deve essere necessariamente EMOZIONALE. ED E'ALL'EMOZIONE CHE HA INTESO FARE PRESA LA PROPAGANDA DEL GOVERNO". Non dimentichiamo che il Responsabile della campagna elettorale di Renzi per il Referendum Costituzionale, è JIM MESSINA!! Un NUMERO UNO al mondo del marketing e della pubblicità. E' stato il Responsabile delle vittoriose campagne elettorali presidenziali di Barack Obama !!

 
02/12/2016 - Renzi trumpizzandum est! (Carlo Cerofolini)

Renzi trumpizzandum est! Solo così ci salveremo.

 
02/12/2016 - Grazie "Sussidiario" (ALBERTO DELLISANTI)

Caro Patrini, come la apprezzo anche con il commento di oggi. Anche sul punto del suo netto riconoscimento al "Sussidiario". Un organo di informazione straordinario nel panorama italiano. Tanto più che pure il "Sussidiario" deve tenere conto di opinioni diverse da quelle che grazie a Dio sono qui prevalenti (in ordine alla vicenda - mi viene di dire molto triste - della Correzione Costituzionale imposta da Renzi & C.). Benvenuti quindi tutte le Violini come tutti i Fortis. Anche oggi, nel leggere le news politiche, vi sono rapidi voli d'uccello che lasciano un sapore di SI', come di NO. Forse di prevalente SI'. Penso al Professor Vittadini che è rimasto fedele alla opportunità che lui non pronunziasse quale voto consegnerà all'urna. Posizione che è legata anche agli altri ruoli di alta responsabilità che lui ricopre. Ma anche alla Editrice del "Sussidiario" ha fatto molto bene questa posizione di Vittadini (che chissà quanti avrebbero voluto tradurre in questo o quel voto). Vedo questa posizione di Vittadini come contributo suo alla libertà con la quale siamo stati informati, in vista del finalmente pervenuto 4 di dicembre.

 
02/12/2016 - L'ultimo tradimento (Luigi PATRINI)

Ringrazio IlSussidiario per il servizio informativo svolto tutti i giorni: prezioso e puntuale nel proporre argomentazioni e corretto nel serio sforzo critico di obiettività. Forse questo chiarissimo intervento sarebbe stato meglio proporlo prima, ma ....meglio tardi che mai. Credo che dopo il referendum (spero che vincano i NO, ma temo che non sarà così per le illusioni seminate dai sostenitori del Sì) sarà davvero finita la Prima Repubblica e inizierà finalmente la Seconda. Questo referendum è l'estremo tradimento di una classe politica che - salvo rare eccezioni - soprattutto negli ultimi 25 anni (cioè dopo il referendum sulla preferenza unica voluto da Segni) ha sistematicamente tradito il popolo italiano con la sua mancanza di serietà e avidità (di soldi e di potere). La vittoria del NO, se riuscisse davvero a far esplodere la rabbia e il risentimento del popolo, segnerebbe forse il vero inizio della nuova Repubblica. Constato nelle ultime settimane la crescita di interesse da parte dei cittadini e la spaccatura in tutte le forze politiche fra sostenitori del Sì e del No: ottimi segnali per un rimescolamento dei partiti e la nascita di nuove formazioni trasversali, capaci di aggregare in modo non ideologico i propri seguaci. Auspico che dal mondo cattolico, sulla sollecitazione degli ultimi Pontefici e della Dottrina sociale della Chiesa, scaturiscano proposte e testimonianze affascinanti e trainanti. Dio salvi l'Italia e benedica tutto il nostro popolo!