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Politica

DIETRO LE QUINTE/ I tre fantasmi che inseguono Renzi in Africa

Matteo Renzi (Infophoto)Matteo Renzi (Infophoto)

In Nigeria, Ghana e Senegal Renzi va a parlare di immigrazione e di energia, con un occhio ai voti necessari per coltivare l'aspirazione di vedere l'Italia nel Consiglio di Sicurezza dell'Onu. Ma sullo scacchiere europeo la questione della flessibilità nei conti pubblici e quella lontanissima della gestione dei flussi migratori hanno finito per intrecciarsi fra loro. La Merkel pretende che l'Italia scucia 280 milioni per supplicare Erdogan di frenare la massa umana che preme da Oriente. Renzi ribatte chiedendo che cosa avrà in cambio, dal momento che la redistribuzione dei profughi promessa a ottobre è rimasta praticamente lettera morta. E teme che l'Italia sia il paese destinato a pagare il prezzo più alto da un'eventuale sospensione del trattato di Schengen, con conseguente chiusura delle porte dei paesi dell'Europa Centrale. 

Non ha avuto scelta, Renzi. Ha dovuto alzare la posta, ricordando che se salta Schengen, salta la ragione stessa dell'Europa. Ma tornato dall'Africa dovrà concentrarsi sulla ricerca di alleati fra i partners comunitari. Altrimenti si troverà solo con Atene sul banco degli imputati. 

C'è però un altro fronte internazionale su cui Renzi è sulla difensiva, quello della lotta all'Isis, per la pressione della Casa Bianca riguardo a una diretta partecipazione italiana ai bombardamenti. Sin qui Palazzo Chigi, con la sponda del Quirinale, hanno frenato, chiedendo agli alleati di fare chiarezza sul dopo, in Siria come in Libia, per evitare una nuova situazione di caos come nel post Gheddafi. Non sono venuti né chiarimenti, tantomeno promesse. In compenso fioccano le richieste. Mattarella se ne aspetta una nel colloquio che avrà con Obama l'8 febbraio. 

Renzi non ha alcuna intenzione di cedere, almeno per il momento. Ma se la pressione di trasformasse in un vero e proprio assedio all'Italia (si pensi che già bombardano inglesi, francesi, tedeschi e olandesi, oltre agli americani), si potrebbe anche arrivare al punto di non poter dire più di no. 

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