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DIETRO LE QUINTE/ Obama sta con Mattarella e manda ordini a Renzi

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Sergio Mattarella con il presidente della Camera dei Rappresentanti, Paul Ryan (Foto archivio del Quirinale)  Sergio Mattarella con il presidente della Camera dei Rappresentanti, Paul Ryan (Foto archivio del Quirinale)

Italia e Stati Uniti sono convinti che non si debba intervenire prima che si sia formato un governo di unità nazionale in grado di mettere ordine fra le milizie e di costruire un unico fronte contro l'Isis che avanza. Parigi e Londra sono avvertite, fughe in avanti sarebbero rischiose e controproducenti.

Una chiosa è però d'obbligo: il sostegno americano alla Vecchia Europa non è affatto disinteressato. Tutto ha un prezzo, che in questo caso si chiama Ttip, il trattato di commercio transatlantico, che gli statunitensi firmerebbero domattina, ma che suscita un mare di perplessità in molte capitali europee, ed anche al parlamento di Strasburgo, che vi vede uno squilibrio esagerato a favore delle merci a stelle e strisce, in particolare per i prodotti di qualità. La Casa Bianca ha inserito il punto in tutti i comunicati ufficiali prima e dopo la visita di Mattarella, e la speranza americana è di chiudere entro l'anno. Su questo però l'Europa fa bene a frenare. I rischi di commettere un tragico errore sono troppo grossi per non pretendere di vederci chiaro, virgola per virgola, in un testo la cui incredibile complessità è essa stessa un rischio.



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