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DDL CIRINNA'/ Bagnasco, Renzi e quella "chiarezza" popolare che manca

Una levata di scudi in difesa della laicità dello Stato: questa la reazione di molti alle parole del card. Angelo Bagnasco, che ha esortato il ricorso al voto segreto. PAOLO GHEDA

Il card. Angelo Bagnasco (Infophoto) Il card. Angelo Bagnasco (Infophoto)

Una levata di scudi in difesa della laicità dello Stato, così si potrebbe anche definire la reazione di molti tra politici, giornalisti, uomini di cultura alle parole recentemente pronunciate dal card. Angelo Bagnasco — si badi, in margine alla Messa per la giornata del malato, non in una sua prolusione all'Assemblea dei vescovi italiani — circa l'augurio che la libertà di coscienza, già annunciata da diversi leader di partito (ultimo Grillo) sull'approvazione della proposta di legge Cirinnà, possa venire "promossa con una votazione a scrutinio segreto".

Nuovamente interpellato sull'episodio, il cardinale ha subito sottolineato riguardo all'intervista "incriminata" di aver semplicemente "fatto appello a un principio di ordine morale, antropologico, riguardante la libertà di coscienza, la libertà di ciascuno". E ha sottolineato il porporato: "Non avevo certo intenzione di fare considerazioni di carattere tecnico". 

Alcune testate, a questo riguardo, enfatizzano anche la presunta "smentita" del segretario della Cei, mons. Galantino, il quale si è pronunciato così, dopo le parole del suo presidente: "indipendentemente dal fatto che avvenga o meno nei modi giusti, preferisco fare silenzio e aspettare le decisioni del Parlamento". Giusto, qui, il rispetto delle istituzioni civili; anche se verrebbe forse da chiedersi, in caso le modalità di approvazione potessero apparire sbagliate, allora si sceglierà comunque di tacere, laddove il principio della libertà di coscienza si ritenesse da parte di qualcuno, senza dubbio involontariamente, non pienamente osservato – in un ordinamento parlamentare che, si badi bene, non prevede in Italia ad oggi il vincolo di mandato?

Anche nel Pd le reazioni sono state in parte negative, eppure c'è chi, come il cattolico democratico Ernesto Preziosi, ha voluto andare oltre la lettera dell'espressione del presidente della Cei, rilevandone una positività nella sostanza: "Il cardinal Bagnasco ha ragione: la libertà di coscienza non è un optional ed è garantita dalla Costituzione ai parlamentari, specie su temi delicati. Spero che sia rispettata e che anzi si faccia ogni sforzo per raggiungere una posizione ampiamente condivisa". 

Al di là dei toni che certamente stanno infiammando questo dibattito a causa della sua portata sociale — come successe d'altro canto per le leggi sul divorzio, sull'aborto, sulla procreazione assistita — e che possono anche nel frangente portare magari a enfatizzare affermazioni oltre la loro reale volontà comunicativa, l'episodio della presunta ingerenza verbale del presidente della Cei sull'autonomia procedurale del Parlamento italiano può suggerire una breve riflessione di fondo. 

Se, infatti, di principio è condivisibile l'osservazione della presidente Boldrini, che commentando le dichiarazioni del presidente della Cei ha affermato che trattasi di "materia tecnica, regolamentare che spetta ai presidenti valutare" (aggiungendo poi esplicitamente "Credo che qualsiasi suggerimento non sia pertinente"), forse non sarebbe nemmeno sbagliato che i presidenti delle Camere si rendessero disponibili a rappresentare non con "tecnicismi parlamentari" (sempre Boldrini), ma con chiarezza "popolare" le ragioni per cui assumeranno la decisione del voto palese o segreto, consapevoli di come in questo caso oggettivamente il loro intervento — peraltro costituzionalmente previsto — possa pesare parecchio sull'esito dell'approvazione della legge e dei suoi contenuti particolari.


COMMENTI
14/02/2016 - noia (paolo recla)

Che noia, che noia! Ogni volta la stessa minestra; vedi divorzio, aborto, ecc., ecc. Mai una volta che si sia avverata la catastrofe profetata dal solito cardinale di casa nostra. Con divorzio la società italiana doveva precipitare nell'abisso più profondo dove ci sarà pianto e stridor di denti ed invece eccoci qui pronti ad accogliere il maggior numero di migranti, pronti a fare le giornate della raccolta alimentare, ecc., ecc. ciccino santo il nostro bel porporatuzzo...