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ELEZIONI COMUNALI 2016/ Mannheimer: a Milano la sinistra può fa vincere Parisi. E a Roma...

Giuseppe Sala (Infophoto) Giuseppe Sala (Infophoto)

La base del Pd è composita: c’è una parte che vede con entusiasmo la candidatura di Sala e una parte che è più fredda. Quest’ultima parte vorrebbe una prosecuzione dello stile Pisapia, con un’alleanza con i gruppi della sinistra, ma non tutti sono di quest’idea. La base del Pd, come quella di tutti i partiti, è molto variegata al suo interno e ciò vale anche a livello nazionale. Una quota rilevante, pari a circa un terzo, degli elettori del Pd non appoggiano Renzi. Quella del Pd è una realtà divisa non soltanto a Milano ma in tutta Italia.

 

Come vede invece la situazione a Roma?

A Roma la situazione è diversa perché il peso dell’elettorato dei Cinque Stelle è molto forte. Di M5s a Milano invece non si parla mai, anche se c’è e secondo tutti i sondaggi è un elettorato importante.

 

Nella capitale il centrodestra ha candidato Bertolaso. E’ l’uomo giusto in quel contesto?

Mi sembra anche questa una buona scelta. Una volta abbandonata l’ipotesi Marchini e sfumata quella della Meloni, non so quali altre personalità fossero candidabili. In fondo Bertolaso è una figura molto popolare, ha dei problemi giudiziari ma sostiene che sono irrilevanti, e quindi credo che sia una scelta che può raccogliere consenso nella popolazione del centrodestra romano. Molto comunque dipenderà dalla campagna elettorale e soprattutto dal comportamento in tv. Se Bertolaso farà una buona campagna potrà raccogliere molti voti.

 

Quanti sono gli indecisi e quale ruolo giocheranno?

Gli indecisi sono molti, pari al 20-30%, anche se meno che nelle elezioni nazionali. E soprattutto sono indecisi anche tra il centrodestra e il centrosinistra, e non soltanto sul singolo partito da votare. Alle ultime elezioni politiche del resto il 30% ha dichiarato di avere deciso per chi votare l’ultimo giorno.

 

(Pietro Vernizzi)

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