BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Politica

ELEZIONI COMUNALI 2016/ Mannheimer: a Milano la sinistra può fa vincere Parisi. E a Roma...

Per RENATO MANNHEIMER, il 20-30% degli elettori non sa che cosa voterà alle prossime amministrative. Anche alle ultime politiche del resto il 30% degli italiani ha deciso l’ultimo giorno

Giuseppe Sala (Infophoto)Giuseppe Sala (Infophoto)

“Il 20-30% degli elettori non sa che cosa voterà alle prossime amministrative. Anche alle ultime politiche del resto il 30% degli italiani ha deciso per chi votare solo l’ultimo giorno”. Lo afferma il sondaggista Renato Mannheimer a proposito delle sfide nelle grandi città. A Milano il centrosinistra ha scelto Giuseppe Sala attraverso le primarie, mentre il centrodestra schiera Stefano Parisi. A Roma le primarie del Pd si terranno il 6 marzo, mentre Guido Bertolaso ha accettato la candidatura che gli è stata offerta dal centrodestra.

Con Sala la candidatura si sposta al centro. Che cosa farà la base del Pd?

La base del Pd a Milano è combattuta, lo si è visto anche con le primarie. C’è qualcuno che ha espresso forme di mal di pancia, come Nando dalla Chiesa che in un’intervista al Giornale ha spiegato di sentirsi a disagio con Sala. Lo stesso sentimento è stato manifestato da molti degli elettori che alle primarie avevano votato per Francesca Balzani o per Pierfrancesco Majorino. In mancanza di alternative probabilmente però questi elettori voteranno comunque per Sala.

Se a Milano ci fosse una candidatura forte, ad esempio Civati, potrebbe esserci un’emorragia a sinistra?

Sì, questo rischio c’è senz’altro. Una candidatura alternativa, come quella di Civati o dalla Chiesa, potrebbe rappresentare un grande problema per Sala, che potrebbe quindi perdere dei voti. Nel momento in cui però ci fosse un ballottaggio probabilmente anche gli elettori di sinistra voterebbero per Sala.

Di fronte a due moderati come Sala e Parisi c’è il rischio di una sovrapposizione?

Certamente sì, questa del resto è la lotta tra i due. L’esempio di questi giorni, molto discusso su Facebook, è quello di Sergio Scalpelli, che è stato assessore a Milano con Gabriele Albertini e che si è schierato con Sala ma al tempo stesso è amico ed ex braccio destro di Parisi. Scalpelli è quindi combattuto tra i due, in questo momento ha scelto Sala ma tanti elettori si sentono dilaniati come lui. Da questo punto di vista però la presenza di liste molto di sinistra che appoggiano Sala potrebbe favorire Parisi agli occhi degli elettori moderati. Questi ultimi alla fine nel dubbio sceglieranno il candidato di centrodestra.

Lei ritiene che quella di Parisi sia una candidatura intelligente?

Sì. Parisi ha un passato come manager, ma anche una sensibilità verso i problemi di Milano molto importanti. Dal punto di vista del centrodestra è quindi un’ottima scelta che può raccogliere tantissimi voti. Le dirò di più: Parisi è un candidato in grado di giocare un ruolo molto significativo e potrebbe addirittura vincere.

Che cosa vuole la base del Pd e come vede la sfida a Milano?