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TUTTI CONTRO RENZI/ E per Matteo è pronta una buccia di banana

Pubblicazione:venerdì 19 febbraio 2016

Giorgio Napolitano (Infophoto) Giorgio Napolitano (Infophoto)

Qui bisognerebbe rimettere mano alla moviola e osservare il volto di Renzi, quasi furibondo più che seccato, che guarda e si rivolge a qualche collega di governo (come se chiedesse qualche cosa) e prepara una replica secca: "Non accetto lezioni sul rispetto delle regole. Questo governo, numeri alla mano, ha ridotto le procedure di infrazione, il carico pendente di decreti, il deficit e la curva debito-Pil. Abbiamo fatto meglio di Spagna, Francia e Gran Bretagna". Qualche "attenzione particolare" ai titoli tossici delle banche tedesche, delle due maggiori, il premier le aveva già riservate nel discorso iniziale, quando appunto ha riaperto, dopo settimane, il conflitto duro con Berlino e Bruxelles.

Scusate se ritorniamo agli effetti televisivi. Ma in questo caso ci vorrebbe una cosiddetta "zoomata" sul volto di Giorgio Napolitano, il vecchio presidente, grande "pedagogo diplomatico di scuola comunista", che ha rilasciato una lunga intervista a Stefano Folli su Repubblica dell'8 febbraio, richiamando non di poco,Matteo Renzi a un rapporto, diciamo così, più "morbido", più costruttivo con l'establishment europeo.

A questo punto, detto in soldoni, l'impressione è che, attraverso la "vecchia guardia" europeista italiana, in sempiterno contatto con Bruxelles e Berlino, sia stata consegnata una specie di "notifica" a Renzi da parte delle Cancellerie europee. Per essere ancora più espliciti, a Renzi è stato detto che non gli conviene fare il "Varoufakis", perché si potrebbe anche preparare una sorta di "buccia di banana", dove il nostro "rottamatore" potrebbe lasciare spazio ad altri. Insomma, lasciare il campo e mettersi a fare penitenza nell'anno del Giubileo della Misericordia.

Ci sono alcuni aspetti abbastanza significativi sul futuro di Renzi e sulla sua attuale "scarsa popolarità" in alcuni ambienti che contano, e che hanno poi un peso determinante nella grandi svolte. Ieri ad esempio il Corriere della Sera dedicava molto spazio in prima pagina all'attacco di Renzi alle banche tedesche, relegava in tredicesima pagina lo scontro tra Renzi e Monti, ma il fondo di un editorialista "principe" come Antonio Polito aveva un titolo di grande significato, quasi emblematico: "La spinta smarrita del premier".

Insomma, c'è "puzza di bruciato", con un po' di sfiducia, intorno al governo di Matteo Renzi e non tanto per la "distrazione di massa" sulle unioni civili, ma piuttosto sulla realtà complessiva del Paese, sui numeri e le stime economiche dell'Italia renziana. Sarà un caso, ma il Napolitano impaziente dell'8 febbraio e il Monti che si erge come capitan Achab a Palazzo Madama, sembrano i più informati sull'andamento economico del Paese. Napolitano, con la sua intervista, anticipa di poco la revisione ufficiale della stima, al ribasso, del Pil italiano del 2015; Monti parla il giorno prima che l'Ocse abbassi le stime di crescita (se ci sarà) per l'Italia nel 2016. Sono strane coincidenze, che però hanno un peso oggettivo. Sembrano voler dire: ma che cosa dice questo premier con i numeri che si ritrova in casa?


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COMMENTI
20/02/2016 - dietrologia profetica (paolo recla)

Buongiorno, fortunatamente mi pare che lei non ne abbia mai azzeccata una... bisognerebbe vedere se quello che lei ha scritto diciamo sei mesi fa si è poi puntualmente avverato... non mi pare ... provi a dirmene una. Saluti

 
19/02/2016 - Il giullare del Presidente (Francesco Giuseppe Pianori)

Bè, che l'Italia sia, a quanto appare, in mano alla Massoneria, così ben rappresentata da Monti e Napolitano è cosa da 1^ elementare. Che Renzi non sia quel genietto che volevano farci credere, è cosa da asilo infantile (scuola materna); ma la cosa grave è che a Bruxelles non hanno imparato la lezione greca. Con un fronte mediterraneo in sfacelo e l'Inghilterra che anela, come al solito, ad uscire di scena lasciando gli "amici" nelle pesche, l'Unione Europea resta in balia dei peggiori lobbisti americani o dell'orso russo. "Se Atene piange, Sparta non ride". Ho sempre considerato una sciagura la "giubilazione" di Renzi a capo del Governo italiano, come tale ho ritenuto la Presidenza di Napolitano e la "parentesi tragica" del Professore bocconiano. Una sola speranza sorregge l'Italia: la tenuta degli italiani, che sono abituati a vivere con qualsiasi tipo di governo, il famoso "arrangiarsi" insieme alla presenza provvidenziale del Papa a Roma, che non s'interessa delle meschinità politiche, ma è molto attento alla vita degli italiani. Venga pure un altro "rottamatore", sia servo della Massoneria, abbia solo a cuore il proprio portafoglio e quello dei suoi finanziatori: l'Italia è fondata su ben altro.