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TUTTI CONTRO RENZI/ E per Matteo è pronta una buccia di banana

Pubblicazione:venerdì 19 febbraio 2016

Giorgio Napolitano (Infophoto) Giorgio Napolitano (Infophoto)

Sarebbe interessante che le televisioni usassero la moviola, non solo per i calci di rigore contestati o i gol problematici delle partite di calcio, ma anche per i dibattiti parlamentari particolarmente intensi e accesi. Ieri è andato in scena al Senato un match di particolare importanza, gelido nei modi ma rovente nella sostanza, tra il nostro attuale presidente del Consiglio, Matteo Renzi, e il senatore a vita Mario Monti, ex presidente del Consiglio, arrivato a Palazzo Chigi nel novembre del 2011, in circostanze che sono tuttora oggetto di discussione (addirittura di libri), a sostituire Silvio Berlusconi. Con un'Italia, in quel momento, che era contrapposta e isolata in Europa e sotto il tiro della speculazione e della sfiducia dei mercati, tanto da far segnare uno spread che superava di molto i 500 punti.

Perché ci vorrebbe la moviola? Perché le immagini normali forniscono solo un'impressione superficiale della spavalda tensione, se ci è permesso dirlo, che è apparsa sul viso di Renzi di fronte alle accuse, con parole non scorrevoli ma chiare, di Mario Monti, che in genere in aula non brilla per coraggio oratorio.

Che cosa è successo? Matteo Renzi ha sparato una bordata che è sembrata in termini metaforici una sorta di "dichiarazione di guerra" alla Germania e a Bruxelles, dopo settimane di guerriglia palabratica e di dichiarazioni piuttosto sopra le righe.

Ha scandito il premier: "Noi metteremo il veto su qualsiasi tentativo che vuole andare a dare un tetto alla presenza di titoli di Stato nel portafogli delle banche e saremo, senza cedimenti, di una coerenza e forza esemplare". Metteremo il veto? Sì, abbiamo capito bene. L'Italia, è bene ricordarlo, non è una "new entry" nell'Unione, ma un Paese fondatore. E Renzi dice questo alla vigilia di un Consiglio europeo della massima importanza, dove si discute nientemeno che della possibile uscita della Gran Bretagna dall'Europa.

La moviola potrebbe rivelare lo sforzo a cui Monti si sente chiamato, forse spinto da qualche "suggerimento importante" anche non proprio italiano, a replicare: "Presidente Renzi, lei non manca occasione per denigrare le modalità concrete di esistenza dell'Unione, con la distruzione sistematica a colpi di clava e scalpello di tutto quello che ha significato finora. Questo sta introducendo negli italiani, sopratutto in quelli che la seguono, una pericolosissima alienazione nei confronti della Ue, con il rischio di un benaltrismo. Rifletta".

Il professore, ora senatore a vita, è un bocconiano di ferro, quindi è indotto a una certa cacofonia (nostra opinione personale, ndr), ma in tutti i casi è chiaro nella sostanza e minaccioso soprattutto in quel "Rifletta". Non proprio un invito cortese in una seduta parlamentare alla vigilia di un Consiglio europeo, visto il credito che Monti ha e ha avuto in Europa, soprattutto a Berlino, per la sua notissima compiacenza.


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COMMENTI
20/02/2016 - dietrologia profetica (paolo recla)

Buongiorno, fortunatamente mi pare che lei non ne abbia mai azzeccata una... bisognerebbe vedere se quello che lei ha scritto diciamo sei mesi fa si è poi puntualmente avverato... non mi pare ... provi a dirmene una. Saluti

 
19/02/2016 - Il giullare del Presidente (Francesco Giuseppe Pianori)

Bè, che l'Italia sia, a quanto appare, in mano alla Massoneria, così ben rappresentata da Monti e Napolitano è cosa da 1^ elementare. Che Renzi non sia quel genietto che volevano farci credere, è cosa da asilo infantile (scuola materna); ma la cosa grave è che a Bruxelles non hanno imparato la lezione greca. Con un fronte mediterraneo in sfacelo e l'Inghilterra che anela, come al solito, ad uscire di scena lasciando gli "amici" nelle pesche, l'Unione Europea resta in balia dei peggiori lobbisti americani o dell'orso russo. "Se Atene piange, Sparta non ride". Ho sempre considerato una sciagura la "giubilazione" di Renzi a capo del Governo italiano, come tale ho ritenuto la Presidenza di Napolitano e la "parentesi tragica" del Professore bocconiano. Una sola speranza sorregge l'Italia: la tenuta degli italiani, che sono abituati a vivere con qualsiasi tipo di governo, il famoso "arrangiarsi" insieme alla presenza provvidenziale del Papa a Roma, che non s'interessa delle meschinità politiche, ma è molto attento alla vita degli italiani. Venga pure un altro "rottamatore", sia servo della Massoneria, abbia solo a cuore il proprio portafoglio e quello dei suoi finanziatori: l'Italia è fondata su ben altro.