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Ddl Cirinnà / Unioni civili, no a pregiudiziali: voto alla legge, Nitto Palma (FI) “ora legalizzate utero in affitto” (ultime notizie oggi 2 febbraio)

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DDL CIRINNÀ, UNIONI CIVILI: RESPINTE PREGIUDIZIALI DI COSTITUZIONALITÀ (ULTIME NOTIZIE, OGGI 2 FEBBRAIO 2016) - Il primo giorno di voto al Senato sul ddl Cirinnà, la ormai famosissima legge sulle unioni civili, è passato e le 8 pregiudiziali di costituzionalità che sono state votate sono state anche respinte dalla maggioranza larga di voti che comprendono Pd, M5s e Ala di Verdini. Tra i primi che commentano questa prima di una lunga serie di giornate dedicate alla legge Cirinnà, è Nitto Palma di Forza Italia che deluso dai primissimi voti getta un rischio a tutte le opposizioni - specie a quelle cattoliche e che si sono spese per contrastare questa norma sulle unioni civili - che riguarda sopratutto la questione delle adozioni. «La sinistra abbia il coraggio di legalizzare in Italia l’utero in affitto, visto che esso viene sanato con la stezpchild adoption del ddl Cirinnà. Se siete così progressisti se siete convinti che la società sia così avanti, fate il passo fino in fondo: fate un emendamento e abolite il divieto della pratica della maternità surrogata».

DDL CIRINNÀ UNIONI CIVILI, OGGI IL VOTO IN SENATO: RESPINTE PREGIUDIZIALI DI COSTITUZIONALITÀ (ULTIME NOTIZIE, OGGI 2 FEBBRAIO 2016) - Il ddl Cirinnà sulle unioni civili supera un altro ostacolo in Parlamento: il Senato ha infatti respinto pochi minuti fa le pregiudiziali di costituzionalità presentate dall'opposizione. La maggioranza di governo renziana, supportata nella votazione anche dal Movimento Cinque Stelle e da Ala (il gruppo di parlamentari che fa riferimento a Denis Verdini), ha anche respinto le diverse richieste di sospensione per il ritorno in commissione presentate da Idea, Lega Nord, Area Popolare e Forza Italia.. A riportarlo è la versione online de "Il Fatto Quotidiano", che chiarisce che le due votazioni sono avvenute per alzata di mano. Dopo il respingimento delle pregiuziali di costituzionalità, il Presidente del Senato Pietro Grasso ha dato il via alla discussione nell'aula con l'intervento della firmataria principale del contestatissimo disegno di legge Monica Cirinnà. 

DDL CIRINNÀ UNIONI CIVILI, OGGI IL VOTO IN SENATO: QUAGLIARIELLO, “APPELLO PER RITORNO IN COMMISSIONE” (ULTIME NOTIZIE, OGGI 2 FEBBRAIO 2016) - Si avvicina il voto nel pomeriggio per la legge Cirinnà, il ddl sulle unioni civili che in Parlamento comincia il suo iter pieno di votazioni, emendamenti, discussioni e forte tensione all’interno della maggioranza ma anche tra le opposizioni tra chi l’appoggia con riserva - il Movimento Cinque Stelle - e chi invece si defila attaccando il governo, Forza Italia, che chiede lo stralcio della norma sulla stepchild adoption. Parla anche il fondatore di Idea, Gaetano Quagliariello, che uscito dalla maggioranza (Ncd) qualche mese fa, compie le sue considerazioni sul ddl Cirinnà chiedendo un appello importante: «Mi appello alle altre forze politiche che si sono opposte fin qui al ritorno del testo in commissione, che prendano ora l’impegno di un esame in tempi rapidi in modo di poter sanare questo sbrigo regolamentare e costituzionale». Il ddl infatti arriva in Aula senza mandato al relatore e per il senatore il testo viola l’articolo 29 della Costituzione e per questo motivo la legge deve essere prima corretta in Commissione.

DDL CIRINNÀ UNIONI CIVILI, OGGI IL VOTO IN SENATO: IL MINISTRO ORLANO TIRA DRITTO SULLA LEGGE “VA COLMATO VUOTO LEGISLATIVO“ (ULTIME NOTIZIE, OGGI 2 FEBBRAIO 2016) - Si riparte dunque oggi con il percorso ad ostacoli per la legge sulle unioni civili, quel ddl Cirinnà di cui ormai tutta Italia sta parlando da mesi. Con il primo voto in Senato oggi si aprono ufficialmente le discussioni sul tema più divisivo possibile negli ultimi anni di politica italiana: interviene il ministro della Giustizia Andrea Orlando che, intervistato dal Sole 24 Ore, tira dritto sulla legge spiegandone l’estrema necessità. «Credo che alcuni toni e alcuni tentativi di fare diventare questa battaglia una sorta di scontro di civiltà non aiutano perché si tratta come in molte altre occasioni semplicemente di riconoscere un vuoto legislativo, colmarlo e se posso dirlo dal punto di vista sociale riconoscere anche dinamiche che nel frattempo la società ha già in qualche modo affrontato e risolto». La domanda resta aperta sull’accordo Pd e M5s che probabilmente sarà il vero asse sia in positivo che in negativo, con minacce di “ricatti” politici, di questa legge parlamentare.

DDL CIRINNÀ, UNIONI CIVILI: OGGI IL PRIMO VOTO DELLA LEGGE. IL RETROSCENA SU ALA DI VERDINI (ULTIME NOTIZIE, OGGI 2 FEBBRAIO 2016) - Oggi riparte l’iter del ddl Cirinnà in Senato, con la legge sulle unioni civili che arriva al primo voto in aula dopo settimane e mesi di polemiche e dopo il Family Day di sabato scorso che ha provocato ancora più dubbi sull’ala cattolica della maggioranza. Ebbene, oggi si vedrà il voto sulle pregiudiziali di costituzionalità della legge e poi si partirà con gli emendamenti ed è lì che eventuali nodi verranno al pettine. Per evitare il problema improvviso di voti mancanti nella maggioranza, Renzi e Zanda starebbero studiando un modo per evitare di non avere i numeri qualora qualche cattolico nel Pd o la stessa Ncd non portasse tutti i voti necessari: a quel punto in campo potrebbe scendere (per l’ennesima volta) il partito di Verdini, Ala, che potrebbe in linea teorica portare gli stessi voti in Senato dei cattolici dem. Con questa mossa il Pd otterrebbe un duplice risultato: da un lato eviterebbe di cadere nei numeri e poi risserebbe a tenere anche l’appoggio del Movimento 5 Stelle che ha detto fin dall’inizio che i suoi voti arriveranno se l’impianto del disegno di legge Cirinnà rimarrà così come è entrato a Palazzo Madama settimana scorsa. Viceversa, se mancasse l’appoggio di Ala, Renzi dovrebbe andare ad aprire alcune modifiche della legge per ottenere approvazione dei cattolici di Ap o anche dello stesso Pd ma così avrebbe contro il Movimento 5 Stelle che si tirerebbe indietro. Tutto si gioco su un sottile velo di detto e non detto che in aula in questi giorni si cercherà di comprendere: certo è che, un tema così importante come quello delle unioni civili, giocato su “colpetti” strategici non è esattamente il miglior spettacolo della politica italiana. Ma ovviamente c’’è stato, c’è e ci sarà sempre di peggio.



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