BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

EUROPA ALL'ATTACCO/ Renzi rischia la fine di Berlusconi

Pubblicazione:martedì 2 febbraio 2016

Matteo Renzi (Infophoto) Matteo Renzi (Infophoto)

In sostanza, l'editorialista del Financial Times sostiene che il nostro giovane premier "rottamatore", che era stato intervistato con fiducia un anno e mezzo fa dal quotidiano britannico, ha perso lo slancio e la fiducia di cui godeva all'inizio del suo mandato e non è riuscito a risolvere i problemi economici italiani. Immigrazione, politica energetica, flessibilità, interventi statali, debito pubblico, sistema bancario, indici sul Pil, sul deficit e soprattutto sulla disoccupazione giovanile, giudizi del Fondo monetario internazionale (venti anni per risorgere sul serio), alla fine hanno fatto saltare i nervi al Renzi europeo, tanto da fargli usare gli stessi toni che ha portato, con la sua presidenza del Consiglio e la sua segreteria del partito, in Italia.

Attenzione, il Financial Times arriva a suonare un allarme: crede che i toni della polemica in Europa non si smorzeranno affatto come è sembrato dopo la conferenza stampa con la Merkel, ma potranno aumentare in occasione del referendum inglese sull'Ue, che potrebbe concludersi con quella che viene chiamata Brexit.

C'è in più una "sinistra" profezia del Financial Times. Di fronte alla frenata dei Paesi emergenti, alle probabilità di una nuova bolla, alla revisione al ribasso di tutti i dati di crescita, sarebbe la stessa Italia, dopo un altro anno problematico, a decidere di uscire dall'euro per svalutare.

Non abbiamo mai pensato che il Financial Times sia la "bibbia" dell'economia e quindi abbia autentici profeti che non sbagliano mai. Tuttavia che ci siano segnali di nuove difficoltà economiche e che interessino soprattutto la situazione italiana questo è innegabile. Ed è questo che spiegherebbe veramente i richiami di Renzi alla politica economica europea, le battute e le polemiche incrociate.

Il fatto che a questo punto si è creato, e che appare difficile superare, è l'incertezza, se non la precarietà, dei rapporti tra Unione europea e Italia.

Se nel Paese, Renzi sembra stabile soprattutto per la totale assenza di un'autentica alternativa, in Europa il premier sta diventando una sorta di "destabilizzatore" che da fastidio alla Commissione presieduta da Jean Claude Junker, ma soprattutto agli interpreti del perenne asse franco-tedesco, che nonostante tutto regge e non sopporta altri partner alla propria altezza.

Storia paradossale di questi anni di insicurezza, di incertezza e di crisi. Anche la partita di Matteo Renzi, la sua tenuta e stabilità si gioca solo parzialmente a Roma, dove al momento non pare avere alternativa, ma i problemi veri stanno arrivando da Bruxelles, da Berlino e da Parigi. Ma non era proprio questo governo, dopo quelli di Monti e di Letta che dovevano rassicurare i rapporti tra l'Europa e l'Italia?



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.