BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Politica

SCENARIO/ Renzi commissariato e Draghi premier

Mario Draghi (Infophoto)Mario Draghi (Infophoto)

E questo della sostituzione è il problema che si pone oggi. Forse pochi hanno capito bene, o hanno fatto finta di non capire, il significato che ha avuto il discorso di Mario Monti in Senato in dura polemica con il premier. Renzi pensava forse di avere di fronte il "senatore a vita" Mario Monti, l'ex premier molto impopolare in Italia. Non ha pensato che attualmente Monti è anche presidente del Gruppo dell'Unione europea che sta lavorando al progetto di unione fiscale. La "notifica", arrivata al nostro promo ministro, era una sorta di atto ufficiale che arrivava da Bruxelles e da Berlino.

In quel momento, la sensazione di chi osserva politicamente, con un minimo di attenzione alcuni fatti e atti, è stata questa: Renzi può cadere da un momento all'altro, può cadere in qualsiasi momento.

E infatti, attualmente, si ragiona proprio di questo: come può essere sostituito Renzi e da chi? Qui ci sono diverse scuole di pensiero, per così dire, che vanno valutate con attenzione. Il primo nome che è venuto in mente a molti, considerando la difficile situazione italiana, malgrado tutti i falsi "trionfalismi" di "ripresa e di inversione di rotta" che si stanno declamando con insistenza irritante soprattutto per la maggioranza degli italiani, è stato quello di Mario Draghi, attuale presidente della Bce, banchiere che appare come l'unico politico di razza in questa Europa sull'orlo dell'implosione.

Si potrebbero andare a scoprire molti "peccati" passati di Draghi, anche quando lavorava al ministero del Tesoro e quando cavalcava la filosofia finanziaria di Goldman Sachs. Ma non c'è dubbio che l'euro, in questi ultimi anni, ha retto per gli interventi della Bce e per l'abile mediazione che Draghi è riuscito a realizzare tra gli interessi americani in Europa e le spinte tedesche di rigorismo che Angela Merkel, proprio attraverso Draghi, è riuscita a in qualche modo a contenere. Anche se non abbastanza per una politica economica di ripresa.

Ma questa funzione di Draghi, che farà il punto sulla situazione economica e sul ruolo dell'Unione europea il prossimo 10 marzo, è ormai talmente importante che non può essere improvvisamente cancellato.

Alcuni analisti osservano che un ritorno di Draghi in Italia, specificamente alla presidenza del Consiglio, potrebbe essere giustificato da uno scenario completamente compromesso in Europa e nei rapporti tra Unione europea (a quel punto a rischio implosione) e Stati Uniti. In attesa che il cosiddetto quantitative easing funzioni ancora e magari migliori la situazione economica, sperando che si schiarisca un poco anche il difficile quadro geopolitico, l'Italia dovrebbe pertanto ancora limitarsi al ruolo di comprimario, che deve rispettare i parametri europei e non forzare la mano su punti delicati come la flessibilità, dato che è certamente una grande potenza economica, ma ha un indebitamento che mette i brividi.


COMMENTI
20/02/2016 - E' stringato il titolo, non l'articolo di Da Rold (ALBERTO DELLISANTI)

Il titolo non lo fa il giornalista, ma la Redazione. Al commentatore che se l'è presa con "la vecchia D.C.", concedo che il titolo farebbe pensare che Da Rold stia divinando e rivelandoci che Draghi sostituirà Renzi. Ma con un po' più di elasticità, il commentatore poteva essere clemente sia con la titolazione (succede che sia troppo succinta...e comunque ha anche un po'la funzione di provocare...), sia con lo scritto del giornalista, che non fu democristiano, e che non è da denigrare come il divinatore di un premier italiano che un giorno seguirà a Renzi. Ma nemmeno per il fatto di avere scritto che il primo cinquantennio della Repubblica Italiana non fu un secchio di acqua sporca da buttare.... Laicamente leggo l'articolo, che raccoglie considerazioni su Renzi, e su un certo suo opportunismo e spavalderia, che circolano in Europa ma anche presso una quota di italiani. L'energia che sprigiona Renzi è constatabile da tutti, ed è un vero peccato che lui non la metta al servizio di un team di cervelli italiani, che fossero da lui chiamati nell'Orchestra di cui è il Direttore. Purtroppo pensa di essere Direttore e insieme orchestrale, orchestrale di tutti i tipi. Si è solo circondato di orchestrali di serie B e C (l'eccezione è Padoan) purchè fossero membri della sua cerchia personale. I risultati sono la qualità scadente di pur necessarie riforme, delle estemporanee distribuzioni di soldi, e omessi interventi per l'ossessione del consenso.

 
20/02/2016 - vecchia D.C. (paolo recla)

Ci risiamo; l'occupazione prevalente di certa parte del giornalismo italiano è di immaginare futuri fantastici scenari politici - per fortuna mai realizzatisi - invece di lavorare sodo sull'esistente e ascoltare quello che sale dal basso (come se loro si situassero nell'alto). Pensavo che la vecchia D.C., fosse morta e sepolta ma vedo che la liturgia della chiacchera inconcludente ( vedi esercizi spirituali così richiesti) che piace a molti vecchi cattolici colpisce ancora sollecitandoli a quaraqquare suipotetici nuovi sconvolgenti scenari politici che fortunatamente non si avvereranno mai. Detto in soldoni: non è che Renzi al giornalista non vada bene; non va bene che nessuno si accorga delle sue (del giornalista) profonde acute e originali analisi politiche.