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RETROSCENA/ Unioni civili, Monti e urne (nel 2017), le tre sfide di Renzi al Pd

Pubblicazione:domenica 21 febbraio 2016

Matteo Renzi (Infophoto) Matteo Renzi (Infophoto)

Matteo Renzi ne è sempre più convinto: comunque vada sarà un successo. Nella contesa sui diritti civili in corso in Senato non ha alcuna intenzione di lasciarci le penne. E, per dirla con Chiambretti, vuole dirsi comunque vincitore, portando a casa una storica legge sulle unioni civili. Con o senza la tanto contestata stepchild adoption non conta. 

Difficile che questo tema possa costituire il cuore della sua relazione all'assemblea nazionale del Pd, ma la strada comincia a delinearsi con chiarezza. I numeri non ci sono, ha ammesso di giorni di trattative tanto frenetiche quanto inutili Maria Elena Boschi, scottata dal voltafaccia grillino. E allora meglio essere pragmatici, sfruttando la libertà di coscienza per allontanarsi dal possibile naufragio dell'adozione del figlio del partner, pur di arrivare al varo di una regolamentazione legislativa sulle unioni civili da presentare come comunque storica per il nostro paese. 

La sponda opportuna per la ritirata strategica viene offerta a Renzi dal presidente del Senato. Dopo una riflessione attenta e lunga (forse troppo), Grasso ha lanciato segnali evidenti di un ripensamento sui "canguri". Mercoledì, quando a Palazzo Madama si ricomincerà a votare, potrebbero essere dichiarati inammissibili tutti gli emendamenti premissivi presentati per farne decadere centinaia di altri. Non solo quello democratico a prima firma Marcucci, ma anche le contromosse targate Calderoli.

A quel punto rimarrebbero sul campo circa 1200 emendamenti, che però fra testi identici e preclusioni dovrebbero portare secondo i tecnici del Senato a circa 500 votazioni, una cifra abituale per qualsiasi legge di questa complessità. Gradualmente le altre ipotesi in campo sono cadute. 

Caduta, in primo luogo, l'idea di andare a una prova di forza sul "super canguro" di Marcucci, impraticabile senza il sostegno dei 5 Stelle. Scartata anche l'ipotesi di fare a pezzi il povero marsupiale australiano, in senso metaforico, cioè di smembrare l'emendamento in alcuni piccoli "canguri" per limitare al massimo il numero delle votazioni. 

Renzi, però, non ha alcuna intenzione di darla vinta ai cattodem che insistono nel chiedere lo stralcio dell'articolo 5, che prevede la stepchild adoption. Dal suo punto di vista molto meglio affidarsi all'aula. Se — anche con l'ausilio del voto segreto — le adozioni dovessero saltare, lui non verserà una lacrima. E potrà dire con l'ala sinistra di averci provato sino in fondo. Se, al contrario, dovesse alla fine aver ragione chi continua a conteggiare una lieve maggioranza a favore delle adozioni, dovrebbero essere i cattodem a bere l'amaro calice del sì finale a una legge indigesta.

Renzi, dunque, ha intenzione di porsi nel mezzo, di non schierarsi né con i cattolici di casa sua, né con quella sinistra interna che lo accusa di non aver messo sulle unioni civili la stessa forza politica spesa per fare approvare il Jobs Act. Un pressing tanto forte quest'ultimo da parte di Speranza e soci, da dover smentire la voce che vi sarebbe stata la richiesta di ricorrere alla questione di fiducia.


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COMMENTI
21/02/2016 - Il Cardina Bagnasco faccia il prete non ingerisca (orazio bacci)

Appunto il cardinale Bagnasco non indottrini politicamente nella politica italiana, poi e un prete pensi alla religione non faccia politica per giunta da un'altro stato che e un corpo ha parte, poi questo accanimento contro i Gay, chi disprezza ama questo vuol dire tante cose, prima di tutto mancanza di rispetto altrui, poi anche un'altra cosa, perchè s'accanisce tanto con gli omosessuali forse perchè inconsciamente lo è pure lui? Altrimenti se ne fregherebbe, invece ha il dente avvelenato, più chiaro di così, date moglie ha preti che pero se ne fregano, alta omosessualità fra i preti.

 
21/02/2016 - Vincere il referendum, come no? (Giuseppe Crippa)

Sono lieto di leggere che Renzi è assolutamente sicuro di vincere il referendum sulla riforma costituzionale. Dato che Anselmo Del Duca tifa Roma, immagino che questa sua affermazione assomigli molto alla tipica affermazione del tifoso romanista ad inizio campionato…