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DDL CIRINNA’/ Sansonetti: se Renzi "tocca" Alfano muore

Pubblicazione:lunedì 22 febbraio 2016

Angelino Alfano (Infophoto) Angelino Alfano (Infophoto)

DDL CIRINNA'. “Un accordo Pd-M5s sul ddl Cirinnà in questo momento è la strada più vantaggiosa per entrambi. Cercare un’intesa con Alfano per il premier avrebbe un costo politico altissimo, cercherà di evitarlo in tutti i modi ma se non potesse farne a meno potrebbe decidere di percorrere questa strada”. Lo evidenzia Piero Sansonetti, direttore del quotidiano Il Garantista, ex direttore di Liberazione ed ex condirettore de l’Unità. Domenica Matteo Renzi, intervenendo all’Assemblea del Pd, ha sottolineato riferendosi ai Cinque Stelle: “Capisco la sindrome Lucy e Charlie Brown, quella di staccarsi dal padrone all'ultimo minuto. Ma loro hanno l'obiettivo fare il male del Pd, noi abbiamo l'obiettivo di fare il bene dell'Italia”. Il premier ha quindi ipotizzato “un accordo di governo immaginando un emendamento sul quale dobbiamo essere pronti anche a mettere la fiducia”.

 

Renzi come pensa di risolvere il rebus unioni civili?

Evidentemente lui punta su un doppio binario. In prima battuta tenterà l’accordo con l’M5s, che dopo il no detto da Grillo la settimana scorsa sembra intenzionato a ritornare sui suoi passi. E’ questa la speranza di Renzi, perché se ha il voto dell’M5s porta a casa tutto. L’alternativa è l’accordo con Alfano, ma per stringerlo dovrebbe rinunciare alla stepchild adoption.

 

Di Maio ha detto di essere d’accordo con il ddl Cirinnà, ma non con il canguro. Come andrà a finire?

Se l’M5s garantisce la sua posizione a favore del ddl Cirinnà purché si voti emendamento per emendamento, ci vorranno 15 o 20 giorni ma per Renzi è la soluzione migliore. In questo modo c’è una maggioranza sicura, qualcuno potrebbe contestare al segretario del Pd di stare perdendo tempo, ma lui può anche rispondere che la colpa non è sua dal momento che non gli lasciano mettere il canguro. Bisogna però vedere se alla prova dei fatti l’M5s sarà coerente. E’ vero che i 5 Stelle non sono del tutto affidabili, e specialmente che non fanno accordi formali.

 

Appunto. Visti i precedenti con Bersani, Renzi può fidarsi dell’M5s o gli conviene di più cercare un accordo con Alfano?

Se Renzi cerca un accordo con Alfano si spacca il Pd e l’impressione dell’opinione pubblica sarà che il premier ha perso. Se non passa la stepchild adoption Renzi ne esce sconfitto, anche se il governo resta in piedi. Anche dal punto di vista simbolico quindi il segretario del Pd deve cercare di portare a casa la stepchild adoption, sia che gli interessi sia che non gli interessi. Certo la via è molto rischiosa perché i 5 Stelle non sono affidabili. Renzi però fa sempre in tempo a tornare indietro, perché Alfano a sua volta non può rischiare molto e un accordo con lui è sempre possibile.

 

Renzi ha detto anche di non escludere il voto di fiducia. Ha senso giocare questa carta?

Se fa l’accordo con Alfano, Renzi sarà costretto a chiedere la fiducia altrimenti si ritroverà senza maggioranza. Se invece il ddl Cirinnà passa con il sostegno di M5s il voto di fiducia non è più necessario. Proprio per questo il prezzo da pagare per un accordo con Alfano sarebbe molto pesante, perché Renzi perderebbe la stepchild adoption, sarebbe costretto al voto di fiducia e ne uscirebbe davvero in difficoltà. Tenterà quindi di evitare tutto ciò, poi se non c’è un’altra via percorrerà quella.

 

Resta il fatto che in questo momento Pd e M5s sono i diretti concorrenti alle elezioni. Un accordo non è contrario alla logica delle cose?


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COMMENTI
22/02/2016 - I "nodi" vengono al pettine (Luigi PATRINI)

E si vedrà se a ciascuno stanno più a cuore ideali (giusti o illusori che siano!) e vero Bene Comune (che, comunque, per essere tale non può mai essere illusorio o parziale) o, piuttosto, la salvaguardia del proprio gruppo politico (piccolo o grande che sia) e, quindi, del proprio posto, del proprio prestigio e...del proprio potere (che è fatto di soldi e poltrona). Speriamo che ci siano ancora uomini "liberi e forti", capaci di pensare al "vero"Bene Comune! Dio ci aiuti!

 
22/02/2016 - Come "non sono state espresse grandi idealità"?!? (Villi Demaldè)

Sansonetti è un commentatore libero, acuto e obbiettivo della vita politica italiana, uno dei pochi che - mi pare di poter dire - non abbia come interesse prioritario quello di portare acqua a uno dei vari "mulini". L'affermazione secondo cui al Family Day non sarebbero state espresse grandi idealità mi pare però francamente gratuita e poco pertinente, se si pensa alla variegata e vivace realtà di popolo presente al Circo Massimo e che ha espresso chiaramente un ideale di famiglia, non astratto, ma vissuto e praticato.

 
22/02/2016 - Sansonetti e il DDL Cirinnà (ALBERTO DELLISANTI)

Sansonetti in generale ben ci sta nel concerto delle voci del giornale. Ma che senso ha l'intervista di oggi? E' così importante leggere il punto di vista scontato di Sansonetti sul DDL Cirinnà? Lui afferma che "Monica Cirinnà è l'unica che si sta battendo per dei principi". Per il resto trattasi di "partita politica condotta in modo strumentale". L'intervistatore si limita al raccogliere l'opinione, senza dibattere su mondi di persone che in assenso e in dissenso si battono per dei principii. Poi ci sta che in Renzi, in Grillo, in Alfano, vi sono le rispettive strumentalità. In modo sommo in Renzi, che ha sposato con la gran cassa "i pricipii" di Cirinnà per tenersi stretto il carro delle sinistre che soffrono per tanti altri campi dell'agito renziano. In modo "più pulito" in Grillo, che come Renzi ha il proprio passato di esternazioni contro i diritti omosex intesi alla DDL Cirinnà. Ho ben letto il Grillo che parlava della violazione dei diritti dei figli, ad avere la loro madre e il loro padre. L'una e l'altro. In quanto ad Alfano - mal disposto sul "Cirinnà" - ha scelto il non principio di stare al Governo comunque. Ciò che consente a Renzi di salvare, nel contempo, il Governo con lo NCD e il DDL Cirinnà. Alfano dice che ci penserà un referendum abrogativo a cancellare una legge "Cirinnà". Una bufala. Il 51% verrebbe convinto a votare, e la maggior parte del 51% sarebbe per il sì alla legge... appena un 35% del popolo italiano...