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Politica

CAOS LEGA/ Da Bertolaso a Parisi (e alla sanità), Salvini è solo una sottomarca di FI

Per GIGI MONCALVO, le candidature di Bertolaso a Roma e di Parisi a Milano sono il classico risultato di una spartizione di potere in stile democristiano tra Berlusconi e Maroni

Roberto Maroni e Silvio BerlusconiRoberto Maroni e Silvio Berlusconi

“Le candidature di Bertolaso e Parisi sono il classico risultato di una spartizione di potere in stile democristiano tra Berlusconi e Maroni. Mentre Salvini gioca al piccolo politico, le decisioni nella Lega sono prese dall’alto del Pirellone”. Per Gigi Moncalvo, giornalista ed ex direttore de La Padania, è questa la spiegazione della marcia indietro di Salvini sulla candidatura di Bertolaso. Salvini è tornato a manifestare i suoi dubbi in un’intervista al Corriere della Sera: “Bertolaso si è lanciato in elogi su Rutelli, su Giachetti, ha detto che se non fosse candidato lui voterebbe il Pd, e i rom poverini … Un’uscita infelice ci può stare, se le uscite infelici diventano una serie, qualche dubbio viene. Anche perché, di certo, Bertolaso non è uno sprovveduto”. Il fronte aperto a Roma si aggiunge ai guai della Lega nord in Lombardia, dove è stato da poco arrestato il consigliere regionale Fabio Rizzi, padre della riforma della sanità.

Salvini poteva non sapere quello che succedeva nella sanità lombarda?

Sarebbe molto strano se Salvini non lo avesse saputo. Un segretario di partito deve vederle certe cose, anche perché la Lega da tempo ha ambito a controllare l’assessorato alla Sanità giungendo a insediarvi Luciano Bresciani, medico personale di Bossi. Ai leghisti è sempre piaciuto grufolare nella sanità. In quel settore però le tentazioni sono forti e bisogna starci attenti. Un segretario qualche domanda se la deve fare, soprattutto quando nel suo partito ci sono degli autentici dorotei. Rizzi non lo ha certo scelto Salvini, bensì Maroni.

Lei che cosa ne pensa di questa vicenda?

Quando uno come Rizzi si trova nei guai e si aspetta dal partito una certa difesa, se dall’altra parte c’è Maroni che prende le distanze c’è il rischio che la palla di neve diventi una valanga. Rizzi deve stare attento a “lady Dentiera”, Maroni deve stare attento a Rizzi: è una catena in cui se non si tengono su reciprocamente la cosa può diventare seria.

Salvini quanto esce indebolito da questa vicenda della sanità lombarda?

La vicenda delle dentiere colpisce molto la gente. Ci sono particolari che rivelano una mentalità criminogena, non certo di Salvini ma di chi arrivava a pagare le persone per mandarle in coda così da scoraggiare gli utenti allo sportello e invogliarli a rivolgersi alla sanità privata. Salvini personalmente non viene indebolito. Non dimentichiamoci però dei favori chiesti a Maroni dal segretario della Lega, come assumere i suoi parenti stretti in Regione. A preoccupare Salvini però dovrebbe essere piuttosto un’altra cosa…

Quale?

Dopo il suo ultimo attacco ai giudici, la reazione è stata immediata ed è arrivata dal procuratore generale della Cassazione, Giovanni Canzio. In sede di Csm Canzio ha avuto delle parole durissime contro il pesante attacco rivolto da Salvini contro i magistrati. Al leader della Lega non è bastato quanto è successo a Berlusconi? Gli converrebbe non sporcarsi le mani, anche perché ci sono degli scheletri nell’armadio come la vicenda della Liguria, la sanità lombarda, il fatto che in Piemonte è stata archiviata la posizione di Chiamparino sulle firme false.

Che cosa dovrebbe fare a questo punto Salvini?