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UNIONI CIVILI/ Giovagnoli: addio al partito cattolico, prime prove di "Chiesa in uscita"?

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L'accordo iniziale di questa nuova musica è stato suonato da Papa Francesco che ha ribadito la dottrina cattolica, aggiungendo però che il Papa non "si immischia nella politica italiana, perché il Papa è per tutti". E' stata, a suo modo, un'affermazione (anche) molto politica: vuol dire che il Papa sta con tutti gli italiani, senza distinzioni, qualunque cosa pensano o facciano.

A partire dalle note di misericordia di Francesco ha poi cominciato a suonare un'orchestra numerosa e un po' disordinata, con le incertezze inevitabili di ogni prima volta. Molti, però, hanno cercato di fare la propria parte, compresi alcuni che sono rimasti zitti. I vescovi si sono fidati del papa e hanno cercato di raccogliere il suo "arrangiatevi". Sono intervenuti nel merito della questione, senza però assumere una specifica posizione politica.

Anche gran parte delle comunità e dei movimenti cattolici ha, giustamente, evitato di esprimere una posizione politica: anch'essi, infatti, sono "pezzi" di Chiesa. Molti di questi non hanno aderito al Family day, anche se tanti dei loro membri hanno partecipato a titolo personale. Senza la Chiesa alle spalle e senza leader riconosciuti, questa volta il Family day ha assunto la fisionomia di una "semplice" espressione della società civile (del tutto legittima, ovviamente, e "dissonante" solo per quanti preferiscono, altrettanto legittimamente, un'altra musica). Dopodiché è partita la corsa delle forze politiche ad intercettare queste voci e ad intestarsene il merito, con volata finale dei 5 Stelle superati in extremis da Renzi.

Non sappiamo ancora quale sarà la conclusione. Intanto, però, la decisione di approvare le unioni civili senza stepchild adoption può non piacere a tutti, ma contiene una lezione importante. I cattolici, se vogliono, possono far sentire la loro voce, non scegliendo se far parlare il Papa o i vescovi, le parrocchie o le associazioni, il clero o i fedeli, ma esprimendosi tutti, ciascuno nel modo che gli è proprio "con coscienza ben formata". E senza chiudersi fra di loro, ma immersi nella società italiana e dialogando con tutte le sue componenti. E' la Chiesa in uscita, anche quando c'è di mezzo la politica. Sarebbe bello se, nella libertà e nella diversità delle tanti componenti del cattolicesimo italiano, una convergenza simile si realizzasse anche su altri temi, dall'accoglienza per i rifugiati alla legge sulla cittadinanza per i nuovi italiani.



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COMMENTI
25/02/2016 - adesso cominciamo a parlare delle famiglie vere? (Emilio Colombo)

catastrofe demografica, lavoro e cultura da costruire, figli da crescere, ambiente ed heritage da valorizzare, vecchi e poveri da curare, solitudini da colmare, libertà da rischiare... non è ora di pensare alla maggioranza? abbiamo capito che la democrazia (e il popolo?) non esiste più, ma le persone e la società sì... o no? grazie

 
25/02/2016 - Cosa c'entra il cattolico con questo DDL? (claudia mazzola)

Questo DDL Cirinnà sull'unione civile non è un matrimonio, non c'è neppure l'obbligo di fedeltà. E' fatto solo per andare incontro alle coppie omo che così somiglieranno alle coppie uomo/donna che convivono e si chiamano tra loro "la mia compagna, il mio compagno". Come si faceva da piccoli a scuola! Vuoi mettere sentirsi chiamare "mia moglie, mio marito". Come si fa da grandi!

 
25/02/2016 - cattolici nostrani (paolo recla)

...ma siamo poi sicurissimi che i cattolici italiani siano veramente-come loro amano definirsi-il sale della terra e in questo caso della terra nostrana? Non sembrerebbe anche solo dando uno sguardo alla loro storia recente, magari cominciando dal secolo scorso; prima guerra mondiale: coinvolgimento totale dei cattolici e delle gerarchie (a parte il pronunciamento papalino "dell'inutile strage" che, così com'è passato è un falso clamoroso) nella mattanza; fascismo: stendiamo una straccia pietosa soprattutto sui vescovi, cardinali, papi, ecc.ecc del periodo; seconda guerra mondiale, antisemitismo razzia del portico di Ottavia; periodo della D.C. e nascita di tutte le organizzazioni criminali viste soprattutto in funzione anticomunista e... basta,basta per carità. Un'unica cosa tanto per marcare le differenze: i vescovi tedeschi ed i vescovi francesi, alla fine della seconda guerra mondiale di fronte all'incommensurabile tragedia hanno chiesto scusa al loro popolo; "perché abbiamo visto e ci siamo girati dalla'altra parte..."; i vescovi italiani... ciccia.

 
25/02/2016 - "Colomba" Giovagnoli (Giuseppe Crippa)

Apprezzo la semplicità evangelica della “colomba” Giovagnoli che ritiene che l’approvazione del ddl Cirinnà emendato dell’adozione del figliastro e dell’obbligo di fedeltà sia un successo dei cattolici che sono riusciti ad esprimersi nella società italiana ma la mia “prudenza evangelica di vecchio “serpente” mi fa pensare invece che sia emersa nella nostra rappresentanza politica molta farisaica ipocrisia finalizzata al mantenimento dei privilegi del potere alla faccia del prevalente sentire della gente comune. Gli ricordo però che i temi che ora sono posti di fronte ai cattolici italiani sono altri, insieme se non prima di quelli dell’agenda che ci presenta: sono, oltre alla piaga sempre viva dell’aborto, l’eutanasia, il suicidio assistito, l’immigrazione incontrollata (che è ben altra cosa dell’accoglienza ai rifugiati) e la tutela delle fasce deboli della popolazione italiana, costituita da anziani con pensioni da fame e persone inoccupate o inoccupabili perché disabili. La legge sulla cittadinanza ai “nuovi italiani” (neologismo che tradisce dove si vuole arrivare subito dando l’idea che siamo già in ritardo a riconoscere una realtà…) non mi pare esattamente una priorità.