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UNIONI CIVILI / Legge Cirinnà passa in Senato tra le polemiche: novità, pronto altro ddl sulle adozioni gay (ultime notizie oggi, 26 febbraio)

Unioni Civili, il ddl Cirinnà è passato in Senato con 174 voti favorevoli; maxi emendamento con stralcio stepchild adoption e obbligo di fedeltà, le ultime notizie. Parla Renzi, caos Verdini

Matteo Renzi in Senato (Infophoto) Matteo Renzi in Senato (Infophoto)

Il testo della Unioni civili è passato ma le polemiche restano attorno ai questi mesi di ddl Cirinnà che ora passano palla e oneri alla Camera: la Legge sulle Unioni Civili dunque passa senza adozioni per le coppie gay, essendo stata stralciata la norma sulla stepchild adoption nel nuovo maxi emendamento che ha di fatto riscritto il testo della legge. Le ultime novità, che hanno contribuito a riaccendere le polemiche, arrivano sempre dalla protagonista di queste ultime settimane, la relatrice della legge Monica Cirinnà. Intervenendo oggi ad Agorà su Rai 3 ha dato un annuncio ufficiale di quanto giù trapelato negli scorsi giorni: «è quasi pronto un ddl sulle adozioni per le coppie omosessuali, verrà incardinato alla Camera dove i numeri sono sicuri, in modo che arriverà al Senato blindato». Non finiscono qui però le dichiarazioni con un passaggio che scuote il suo Pd affermando l’estrema volontà di voler rompere con l’Ncd, diventato un partito assai scomodo: «Quella di Alfano non è una svista, il suo partitino dello zero virgola ha la necessità di ritagliarsi uno spazio politico, rivolgendosi a quella parte dell’Italia ancora arretrata e medievale. Alfano e Lorenzin dicono cose gravissime ma non hanno vinto loro, ieri ha vinto l’Italia migliore». Una pubblica ammissione di superiorità morale che non ha fatto certo piacere al partito alleato di governo: i prossimi mesi saranno decisivi per comprendere che fine farà questa strana e complessa legislatura.

Le conseguenze politiche non sono che iniziate dopo il voto favorevole del Senato alle unioni ciivli: il ddl Cirinnà, modificato con un maxi emendamento a firma Pd-Ncd è passato ora alla Camera per il sì definitivo della legge ma con uno strascico politico, etico e culturale che non sarà breve. Alcuni dentro al Pd non sono favorevoli al testo perché troppo poco rivoluzionario, alcuni dentro al Ncd che non hanno votato ieri la fiducia (Sacconi e Formigoni su tutti) lo ritengono una sconfitta per essere rimasto l’impianto generale che equipara le unioni nuove al matrimonio. Le opposizioni insorgono per la modalità “arrogante”, definita da Forza Italia, di Renzi di condurre la partita sulla legge Cirinnà: dovunque ci si giri il caos è evidente. Ma per il contenuto reale della legge cosa cambia? Cosa accade ora per le coppie gay in Italia? Innanzitutto l’unione civile come il matrimonio si costituisce “di fronte all’ufficiale di stato civile e alla presenza di due testimoni”; sul cognome ci potrà essere lo stesso cognome come il contrario, discrezione della coppia; non ci sarà obbligo di fedeltà, novità dell’ultim’ora, ma entrambe le parti sono tenute a contribuire ai bisogni comuni. Sulla vita familiare il comma della legge ricalca le norme del diritto di famiglia, esattamente come per il regime patrimoniale (comunione dei beni, a meno che le parti pattuiscano una diversa convenzione); con la nuova legge la pensione di reversibilità e il Tfr maturato spettano al partner dell’unione mentre per la successione valgono le norme in vigore per il matrimonio, al partner in vita va la legittima, ovvero il 50%, mente la restante va distribuita sui figli. La figliolanza appunto vede stralciata la norma sulle stepchild adoption, salvo giurisprudenza vigente, ovvero scelte alternative dei giudici, mentre per lo scioglimento della coppia vale il regime del divorzio ma senza l’obbligo di un periodo di separazione preventivo.

E alla fine, come previsto, le unioni civili passano con l’accordo di governo e il voto di fiducia al ddl Cirinnà: polemiche a non finire dopo che il maxi-emendamento con stralcio di stepchild adoption e obbligo di fedeltà passa ora alla Camera. Opposizioni scatenate contro sia la decisione del governo di non concedere un dibattito in aula per un tema così delicato e sia per aver introdotto di fatto nella maggioranza il movimento di Denis Verdini, Ala, che ha votato anch’esso la fiducia. Parla Renzi su Facebook dopo il successo della legge Cirinnà: “Vince l’amore, la giornata di oggi resterà nella cronaca di questa legislatura. E nella storia del nostro Paese. Abbiamo legato la permanenza in vita del Governo ad una battaglia per i diritti, mettendo la fiducia. Non era accaduto prima, non è stato facile adesso, ma era giusto farlo. Quello che conta, rispettando davvero tutte le critiche arrivate e anche gli insulti, è che da ora tanti cittadini italiani si sentiranno meno soli, più comunità. Oggi l’Italia è un paese più forte“. Non si placano però le polemiche su verdiniani e dalla minoranza dem arrivano i brusii: «se fanno parte della maggioranza bisogna informare ufficialmente il Colle, non si può continuare con saliscendi del genere». Salvini, “Verdini e poltronari vari entrano al governo, ormai è un parlamento vergognosi”. Secondo i conti del Pd però, l’apporto del suo partito alle unioni civili non sarebbe stato indispensabili. Il sospetto fondato è che anche questa bufera non passerà in breve tempo.

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