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PD CONTRO RENZI/ Casson: basta con Matteo, è più verdiniano di Verdini

Pubblicazione:sabato 27 febbraio 2016 - Ultimo aggiornamento:domenica 28 febbraio 2016, 1.30

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Sono in questo Senato con un mandato ben preciso, che è quello che mi è stato dato quando ho fatto le primarie. Porterò quindi a conclusione con quei contenuti il mio mandato da senatore. A Venezia c’è una lista civica che porta il mio nome e quindi faremo delle battaglie sul lavoro, sull’ambiente, sulla legalità partendo dal territorio. Questi mesi di lavoro, soprattutto fuori dal parlamento, saranno fondamentali per capire che cosa può succedere.

 

Perché all’esterno e non dentro al Parlamento?

Basta pensare al numero di fiducie che sono state poste. In questo modo si sono bloccate discussioni, valutazioni e approfondimenti, nonché la possibilità di fare qualcosa di diverso rispetto alla linea del governo. Il governo ha voluto mettere becco anche dove c’era la possibilità che fosse il parlamento a decidere, come appunto in materia di unioni civili o di riforme costituzionali. In questo modo si è deformato il lineare percorso di discussione.

 

M5s è espressione di parte delle istanze originali della sinistra?

M5s è un movimento autonomo, che anche al suo interno ha delle menti autonome. Ha ancora certamente una carica innovativa e cerca una configurazione politica più precisa. E’ la prima tornata in cui si trova presente in Parlamento e quindi è un movimento completamente nuovo che deve ancora trovare una propria fisionomia.

 

Perché attacca Renzi dopo essere stato candidato sindaco del Pd a Venezia?

No, io sono stato il candidato di una coalizione di otto forze diverse tra le quali c’era anche il Pd, nonché una lista civica che porta il mio nome e che è la seconda forza per numero di consiglieri comunali dopo quella del sindaco Brugnaro.

 

(Pietro Vernizzi)



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