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SCENARIO/ I gufi aumentano e mettono Renzi a rischio

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Pierluigi Bersani (Infophoto)  Pierluigi Bersani (Infophoto)

Risultato: l'iniziativa parlamentare indipendente dal governo si è trasformata in un testo Renzi-Alfano con tanto di voto di fiducia e la legge sulle unioni civili che doveva segnare uno spostamento a sinistra del Pd si è conclusa con il solenne ingresso di Verdini in maggioranza e Renzi ancor più bersagliato dall'opposizione di sinistra in Parlamento e nel partito. I bersaniani chiedono il congresso straordinario con persino il governatore toscano Rossi che, proprio da Firenze, si candida contro Renzi. 

In effetti Renzi puntando tutto sul governo e gestendo il partito con uno staff personale è in affanno sul territorio, che si tratti di congressi o di elezioni. Evita infatti i congressi regionali con commissariamenti a tappeto dal Veneto e Liguria (dove si è perso) alla Puglia (dove il governatore Emiliano gli è contro e i renziani litigano tra loro). Ma ora ci sono le elezioni non rinviabili. A Napoli Renzi punta su una ex bassoliniana ora seguace di Orfini, la Valente, ma dalla sinistra di Bassolino alla destra di Ranieri sono tutti contro con de Magistris che, a sua volta, non demorde.

A Roma Renzi ha scelto Giachetti, ma gli ex sindaci Rutelli e Veltroni sono scesi in campo contro. A Bologna Renzi non è riuscito "rottamare" il bersaniano Merola e a Torino il "rottamatore" si aggrappa all'ex berlingueriano Fassino in consiglio comunale dal 1975.

Dappertutto il Pd che con Bersani aveva vinto vede ora l'esito (e persino la presenza in ballottaggio) non scontato.

Anche a Milano, dove con Giuseppe Sala la vittoria era sicura, ora la corsa è più difficile. Le primarie lo hanno indebolito con i rivali che concentravano gli attacchi sull'Expo, carta vincente del Pd. Le primarie del centro-sinistra sono così servite a dare una piattaforma al centro-destra che si presenta con un candidato condiviso mentre Sala apparirà contestato e sorvegliato. Sala in tutti i sondaggi risulta in testa, ma senza che siano state ancora prese in considerazione la lista che ci sarà a sinistra dei "gufi" fuori dal centro-sinistra e quella fatta dai "gufi" al suo interno con l'antagonista Balzani per controllarlo in consiglio e in giunta. 

Se i "gufi" aumentano forse Renzi dovrebbe opporgli qualcosa di diverso dai "canarini". Il "partito della nazione" di cui si parlò all'indomani del successo delle europee con il Pd al 41 per cento è stata un'illusione che è rapidamente svanita quando Renzi ha investito quella vittoria sulla Mogherini. L'Alto commissario è — come ben prevedibile — solo un "piccione viaggiatore" del presidente Juncker e così, per la prima volta, l'Italia non ha nessuno nella Commissione europea.



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COMMENTI
02/03/2016 - Renzi avrebbe. (orazio bacci)

Indiettro con gli iteressi,adesso nei sondaggi sono Renzi 41% Bersani e al 39%,stia attento il rottamatore per eccellenza di non essere rottamato da se stesso,sarebbe il colmo e per giunta giusto!