BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

DIETRO LE UNIONI CIVILI/ Pd-M5s, la nuova maggioranza (ma Alfano non lo sa)

Sul ddl Cirinnà nasce una nuova maggioranza: Pd-M5s. C'è un partito che finge di non accorgersene pur di non essere buttato fuori dal governo: Ncd. MARA MALDO

Monica Cirinnà (Infophoto) Monica Cirinnà (Infophoto)

CirinNo'! era stato il grido di guerra del Family day. CirinSì la risposta dei primi voti di Palazzo Madama, che si muove secondo un copione già scritto dove in aula al combattivo Formigoni viene lasciato il ruolo di denunciare l'equiparazione incostituzionale tra matrimonio ed unioni civili omosessuali, mentre il presidente del suo partito Angelino Alfano esordisce in serata nei Tg con un miagolio del tipo "se togliete per ora la stepchild adoption il ddl lo votiamo anche noi". Già, le troppe contraddizioni di Ncd sono forse lo specchio migliore di una discussione paradossale. Dibattito parlamentare ha detto Renzi. Il governo sta fuori, ha ribadito Schifani. E allora perché al voto il governo si è presentato in massa garantendo una mobilitazione da voto di fiducia?

Forse più ancora parla lo sguardo smarrito di Federica Chiavaroli, neo sottosegretario alla Giustizia, che continua a chiedere al capogruppo Schifani: "Ma noi che stiamo al governo dobbiamo votare contro le pregiudiziali?". Andrea Olivero, viceministro di Democrazia solidale, ex Acli, ex Scelta civica, quasi Pd, è così spaventato che unico nell'emiciclo si astiene e nel tentativo di non farsi notare diventa il centro dell'attenzione per le bordate dei kapò renziani incaricati dal sottosegretario Lotti di non concedere alcunché a presunte libertà di coscienza. 

Giganteggia il giudice Nitto Palma di Forza Italia. Venti minuti di arringa razionale e stringata che spiega come la norma sia fonte di discriminazioni nei confronti delle coppie di fatto eterosessuali. Anche ai parlamentari di Sel sembra venire qualche dubbio. Già, i dubbi sulla costituzionalità della legge. Pezzo forte del trio Giovanardi, Mauro, Quagliariello che si conclude con l'annuncio di un ricorso alla Consulta per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato perché il provvedimento non è stato discusso in commissione. 

Ma i numeri del Senato dicono un'altra cosa. C'è una nuova maggioranza: Pd-M5s. C'è un partito che finge di non accorgersene pur di non essere buttato fuori dal governo: Ncd. C'è un partito di malinconici: Ala di Verdini, i cui voti sono risultati superflui in queste geometrie variabili. E c'erano una volta i cattolici del Pd. Non pervenuti.  

© Riproduzione Riservata.