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Politica

SCONTRO RENZI-UE/ O l'uscita dall'Europa o un nuovo 2011

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Ma dato all'Europa quello che si merita politicamente, occorre anche valutare le mosse che hanno ispirato Matteo Renzi in questi due anni di esperienza nell'Ue e di sei mesi di "presidenza" italiana. Che l'Europa non fosse un consesso di virtuosi partner animati dalla solidarietà lo si è capito da quando il vento della grande crisi finanziaria, arrivato dall'altra parte dell'Atlantico, ha investito le coste del vecchio continente. Ma già prima, dal problema del cambio lira-euro, al consolidamento della leadership franco-tedesca, si era ben capito che il cammino dell'Italia nell'epoca della globalizzazione e di un'Europa a trazione tedesca sarebbe stato complicato.

Il problema che si poneva era quello di saper giostrare politicamente, di saper sfruttare le contraddizioni interne alla Ue e quindi di costruire alleanze per una svolta significativa della monocorde politica europea marcata Berlino.

Quando Renzi sbarca a Bruxelles c'è la scadenza elettorale delle elezioni europee e poi la nomina della nuova Commissione. Il nostro giovane "rottamatore" stravince con il Pd le elezioni, diventa il leader del più grande partito socialdemocratico europeo e ha tutte le carte in regola per porre le basi di una svolta.

Ma la svolta non arriva proprio e le alleanze possibili vengono tutte trascurate. Sulla Commissione da rinnovare ad esempio, il premier inglese, David Cameron, pone un veto su Jean-Claude Juncker. Diventa possibile mettere in discussione il candidato lussemburghese che fa l'alfiere dei tedeschi. E in fondo la Gran Bretagna è un alleato storico dell'Italia. Che fa Renzi? Si mette d'accordo con Angela Merkel e sdogana Junker, ottenendo oltre tutto, per la Commissione, solo un incarico per Federica Mogherini agli Affari esteri, in una realtà che non ha una politica estera comune. Poi scoppia l'affare greco, su cui un giorno occorrerà scrivere la storia punto per punto, compresi certamente gli imbrogli di bilancio, ma anche i famosi "risanamenti" di Goldman Sachs, di cui nessuno ricorda più nulla, nemmeno il nome di quella superbanca mondiale.

Ci sarà stata la spavalderia di Varoufakis e la prudenza di Tsipras. Ma in tutto questo che cosa fa Renzi? Sta a guardare e non sembra molto interessato alle sorti della Grecia. E' ancora la Mekel la sua "guida".

Arrivano poi gli attentati di Parigi, le preoccupazioni di Hollande e le richieste francesi di aiuto, anche all'Italia. Renzi, di fatto, resta più che tiepido e quando Manuel Valls, primo ministro francese, lancia segnali per cercare un'intesa, Renzi sembra più rispettoso del sempiterno accordo franco-tedesco, che forse potrebbe anche leggermente incrinarsi, per una volta. 


COMMENTI
03/02/2016 - Lucidissimo articolo di Gianluigi Da Rold (ALBERTO DELLISANTI)

Speriamo che lo possa leggere il difensore a spada tratta di Renzi, che ha scritto il commento posto in calce al contemporaneo articolo di Giulio Sapelli. Da Rold è molto chiaro sui torti che ha maturato e matura la Unione Europea a trazione nordica e segnatamente franco tedesca. Altrettanto chiaro è il riepilogo dell'atteggiamento di Renzi, giunto all'odierna esibita contestazione di Bruxelles, dopo avere praticato lo spericolato arrangiamento di Roma con la Merkel, fin dal primo giorno del suo insediamento a Palazzo Chigi. Renzi fu decisivo per la nomina gradita a Berlino del lussemburghese Junker, da sempre fedele interprete dei desiderata franco tedeschi. Impose per l'Italia la nomina a Commissario Europeo della Mogherini, sua prescelta, in un ruolo che ben si sapeva che contava come il due di picche. Rifiutando invece (Letta vade retro....) l'importante offerta che i partner europei fecero all'Italia per lo stimato e ben conosciuto Enrico Letta. I sei mesi di presidenza italiana gestita da Renzi non videro alcun tratto significativo impresso dall'Italia. Adesso invece...

 
03/02/2016 - renzi-ue (delfini paolo)

L'attuale ue-eurozona è solo una dannosa combriccola,all'interno della quale alcuni Stati come francia,gb, germania, svezia,ecc si fanno i beati affaracci loro sulle spalle di Sudeuropei, Iralndesi ed Europei.Meglio uscire subito !