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SCONTRO RENZI-UE/ O l'uscita dall'Europa o un nuovo 2011

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Il nostro presidente del Consiglio, Matteo Renzi, spara bordate violentissime contro gli euroburocrati di Bruxelles e dell'Unione europea. Li accusa di soffermarsi sui conti, sugli "zero virgola" della flessibilità, mentre l'Italia è impegnata e si è impegnata a salvare vite umane.

C'è chi ha fatto notare, proprio in queste ore, che non c'è mai stato un contenzioso così duro tra governo italiano e Europa, da quando è sorta l'Unione europea. In altri termini stiamo vivendo il punto più basso, mai toccato, dei rapporti tra l'Italia e i partner dell'Ue.

Considerando che la svolta dura della crisi, probabilmente l'autentica presa di coscienza della grande crisi finanziaria mondiale, è arrivata con l'estate del 2011 e la liquefazione del governo Berlusconi, si può dire che la scelta "tecnica" dei governi "suggeriti" dai vari organismi europei, prima con Mario Monti, poi con l'ombrello politico di Enrico Letta e di Matteo Renzi, ha portato, dopo quasi cinque anni, a una contrapposizione, paradossalmente ancora più ampia, tra Italia e Unione europea, cioè a quella del tempo dei sorrisi sarcastici di Sarkozy e della Merkel.

L'Europa e l'Unione europea non hanno certo nulla di cui vantarsi. La politica di austerità, imposta dai tedeschi e dall'asse franco-tedesco, che è l'architrave della struttura europea, ha fatto acqua da tutte le parti, allungando i tempi di una recessione già in atto. La questione dei migranti (epocale e storica) è stata affrontata con una superficialità disarmante, non degna di autentici statisti. Le attuali soluzioni per risolvere un evento epocale di migrazione, fatte con fili spinati, muri eretti un po' ovunque, espulsioni di rifugiati e confische ai danni dei migranti, rappresentano una scelta di cui l'Europa porterà tutta la vergogna nella storia.

Insomma, quello che si profila sullo scenario continentale tra una "piccola Schengen" o la sospensione del Trattato, un ribaltamento completo delle politiche di immigrazione, la possibile uscita della Gran Bretagna, svelano drammaticamente tutta l'inconsistenza di una costruzione superstatale, basata esclusivamente su una moneta che, oltre a tutto, crea delle asimmetrie assurde e intollerabili, che alimentano rabbia sociale, disaffezione politica e sfiducia generalizzata che, per comodità, ci si è abituati, come ai tempi del Komintern, a chiamare sbrigativamente "populismi".

A questo punto, il paradosso che si sta vivendo in Italia è che, una volta liquidato Berlusconi, quanto meno per essere in sintonia con l'Europa, oggi Matteo Renzi si trova in una posizione più stabile di leadership interna tutte le volte che accentua la polemica con l'Europa, che "batte i pugni sul tavolo" dell'Unione europea, che fa valere i diritti e i meriti dell'Italia rispetto agli altri partner. Che tutto questo, nell'arco di quasi cinque anni, riveli qualche cosa di strano o di errato sembra abbastanza scontato. 



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COMMENTI
03/02/2016 - Lucidissimo articolo di Gianluigi Da Rold (ALBERTO DELLISANTI)

Speriamo che lo possa leggere il difensore a spada tratta di Renzi, che ha scritto il commento posto in calce al contemporaneo articolo di Giulio Sapelli. Da Rold è molto chiaro sui torti che ha maturato e matura la Unione Europea a trazione nordica e segnatamente franco tedesca. Altrettanto chiaro è il riepilogo dell'atteggiamento di Renzi, giunto all'odierna esibita contestazione di Bruxelles, dopo avere praticato lo spericolato arrangiamento di Roma con la Merkel, fin dal primo giorno del suo insediamento a Palazzo Chigi. Renzi fu decisivo per la nomina gradita a Berlino del lussemburghese Junker, da sempre fedele interprete dei desiderata franco tedeschi. Impose per l'Italia la nomina a Commissario Europeo della Mogherini, sua prescelta, in un ruolo che ben si sapeva che contava come il due di picche. Rifiutando invece (Letta vade retro....) l'importante offerta che i partner europei fecero all'Italia per lo stimato e ben conosciuto Enrico Letta. I sei mesi di presidenza italiana gestita da Renzi non videro alcun tratto significativo impresso dall'Italia. Adesso invece...

 
03/02/2016 - renzi-ue (delfini paolo)

L'attuale ue-eurozona è solo una dannosa combriccola,all'interno della quale alcuni Stati come francia,gb, germania, svezia,ecc si fanno i beati affaracci loro sulle spalle di Sudeuropei, Iralndesi ed Europei.Meglio uscire subito !