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GIORGIA MELONI / Rinuncia a correre per sindaco di Roma perché incinta: “non rifarei annuncio in piazza” (oggi, 4 febbraio 2016)

Giorgia Meloni, rinuncia a sindaco di Roma perché incinta: le ultime notizie, la sua posiszione sul Family Day e le motivazioni di questa scelta. "Non rifarei oggi quell'annuncio"

Giorgia Meloni, Fratelli d'Italia (Infophoto) Giorgia Meloni, Fratelli d'Italia (Infophoto)

L’annuncio arriva tramite intervista al Corriere per Giorgia Meloni: ufficialmente si sfila dalla corsa a sindaco di Roma per le prossime Elezioni Amministrative 2016 che si terranno a fine primavera. Il motivo? Dopo l’annuncio ben più clamoroso fatto al Family Day “sono incinta“ la giovane leader di Fratelli d’Italia crede di dover occuparsi ora al proprio figlio. «Una gravidanza non impedisce ad un adone di vivere pienamente la sua vita e il suo impegno, non è e non deve essere vissuta come un ostacolo, mai. Ma non c’è dubbio che una campagna elettorale che si concluderebbe al settimo mese per un mandato che ti impegna anima e corpo mentre nasce il tuo primo figlio, ti porta a pensare che non sia la strada giusta. Io sono disponibile a tutto per la mia città, che amo, a fare la capolista o qualsiasi altra cosa. Ma potrei candidarmi solo se non ci fosse nessun’altra soluzione possibile, solo come extrema ratio». Con queste parole la Meloni dunque rinuncia alla candidatura per il centrodestra con gli scenari che si fanno ancora più oscuri per chi potrebbe ora davvero rappresentare gli elettori di destra. Ma la Meloni dopo gli insulti ricevuti per l’annuncio al Family Day si dice contenta così, che preferisce in questo momento «Difendere con tutte le mie forze questa piccola vita che mi cresce dentro, e che non sono riuscita a tenere lontana dalle brutture a cui pure la politica mi ha abituata». Ma lo rifarebbe oggi quell’annuncio di gravidanza lì in piazza?  «Oggi no, mai più». Certo che se dover dire oggi in Italia che pur senza credere particolarmente nella Chiesa non si è d'accordo sul diritto a tutti i costi di avere un figlio, non concependo il diritto del nascituro per prima cosa, porta ad insulti e offese senza fine, forse la questione civile è ben lungi dall'essere risolta. Anche con la legge Cirinnà.

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