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PRIMARIE PD MILANO 2016/ Il pendolo di "mister Expo" tra Berlusconi e Che Guevara

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Giuseppe Sala (Infophoto)  Giuseppe Sala (Infophoto)

Secondo le ultime dichiarazioni di questi giorni, Sala, "mister Expo", sarebbe un antico simpatizzante di Che Guevara! Tutto è possibile nella fervida e legittima immaginazione di ogni persona. Ma nella vita quotidiana, Sala si è distinto nel "Real Estate" della Pirelli di Marco Tronchetti Provera e poi al seguito di uno dei personaggi milanesi più ascoltati da Silvio Berlusconi, Bruno Ermolli.

Ermolli non aveva certamente il look di Guevara e neppure quello di Fidel Castro, ma più prosaicamente vestiva e si comportava come uno che sa gestire molteplici e interessanti situazioni di affari e poltrone in una città come Milano. La lezione di Ermolli dev'essere servita a Beppe Sala, perché era lui il "city manager" di Letizia Moratti, cioè del sindaco di destra sfrattato da Giuliano Pisapia, in rappresentanza non solo della sinistra, ma di Sel, cioè dell'estrema sinistra.

Certo, viviamo in un periodo di obsolescenza, di caduta delle ideologie, di confusione storica e politica, ma alla fine, coniugare Ermolli con Che Guevara, è un po' come sostenere che Rivera giocava nel Milan, ma tifava per l'Inter. Insomma, dovrebbe esserci un limite anche alla propaganda. In tutti i casi, tra Guevara e e Ermolli, Sala è riuscito a passare da esponente della città di destra, all'ombra di Letizia Moratti, a candidato della sinistra alla poltrona di sindaco.

Ma a parte queste acrobazie, che possono anche essere trascurate, c'è invece per Sala il "peso" dell'attivismo dell'architetto De Lucchi, probabilmente bravissimo, ma su cui Sala non è stato "cristallino", così come in periodo di "glasnost" conclamata non è stato cristallino neppure sui conti dell'Expo, sulle presenze "paganti" e su quelle "invitate", per esempio. Pur dandogli atto che il ritorno mediatico per Milano è stato di prim'ordine, soprattutto negli ultimi due mesi. Ci sono ancora zone non chiarissime nei bilanci dell'Expo.

E' tutto questo che, probabilmente, ha reso all'improvviso incerta la corsa delle primarie e, con il passare dei giorni, fa profilare un "testa a testa" tra Sala e la Balzani (e Majorino?). Secondo le ultime stime, saranno 60mila i milanesi che dovrebbero recarsi alle urne del Pd, un numero che mette ancora più "pepe", dopo i ragionamenti degli analisti, a questa prima corsa verso Palazzo Marino.



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