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Politica

PRIMARIE PD MILANO 2016/ Il pendolo di "mister Expo" tra Berlusconi e Che Guevara

Si sono ridotte le distanze tra Francesca Balzani e Giuseppe Sala in vista delle primarie milanesi di domenica prossima. Majorino sta con sala, ma non mancano le incognite. GIANLUIGI DA ROLD

Giuseppe Sala (Infophoto)Giuseppe Sala (Infophoto)

C'è chi la dà vicina alla quota di Giuseppe Sala, in queste primarie del Pd, decisive per la corsa a Palazzo Marino. Francesca Balzani, l'attuale vicesindaco di Milano, candidata da Giuliano Pisapia, in contrapposizione alla designazione fatta da Matteo Renzi, era partita solo un mese fa da un 20 per cento scarso di consensi, di fronte al letterale dilagare di Beppe Sala, battezzato "mister Expo", che veniva accreditato ben al di sopra del 40 per cento. Con Pierfrancesco Majorino, alfiere della sinistra Pd milanese, che restava un "corollario", accreditato di un 15 per cento di consensi.Ieri ha fatto rumore lo scoop del sondaggio "secretato" durante la puntata di ieri della trasmissione della Rai, "Agorà": Sala tra il 45,5 e il 48,5 per cento, Majorino tra il 25 e il 28, Balzani tra il 24,5 e il 27,5 per cento, Iannetta tra lo 0 e l'1 per cento.

In ogni caso, dopo l'ufficiale "endorsement" di Giuliano Pisapia, ma soprattutto grazie ai lavori dell'architetto Michele De Lucchi per la villa di Sala e alcuni lavori ottenuti "da una parte e dall'altra" per l'Expo, Francesca Balzani ha superato, secondo l'ultimo sondaggio, il 30 per cento, mentre Sala si è come rimpicciolito e, al momento, si deve accontentare di un 35 scarso. E, naturalmente, c'è sempre sullo sfondo il sinistro Majorino con il suo 20 per cento, inutile per lui, utile per Sala e dannoso per Francesca Balzani.

Tuttavia, proprio all'inizio della settimana Sala non si è sentito più sicuro, non più sull'onda del plebiscito che gli garantivano i favori di Renzi, di Raffaele Cantone e della Cassa Depositi e Prestiti di cui è consigliere. Mentre Francesca Balzani faceva una sorta di appello a Majorino perché unisse i suoi sforzi in una battaglia comune contro Sala, "mister Expo" svelava con una dichiarazione quasi strappata di bocca, ma finalmente ufficiale, che Majorino "farà parte della mia squadra".

In fondo l'ammissione di un patto, siglato da molto tempo, di cui il sussidiario ha parlato un mese fa e che all'interno del Pd conoscevano quasi tutti. In sintesi un accordo tra Sala, l'uomo di Renzi, il "destro" ufficiale del Pd, e Majorino, che con i suoi voti interpreta il "sinistro" della politiche sociali pidiessine e nello stesso tempo indebolisce la Balzani. Il tutto alla faccia della trasparenza, naturalmente.

Chiarito finalmente il quadro, ora si guarda con interesse il numero di persone che parteciperanno a queste primarie. Si è detto più volte che un'affluenza di circa 50mila persone, di milanesi che simpatizzano sistematicamente, continuamente come militanti del Pd, comprometterebbero una vittoria di Sala, voterebbero in prevalenza la Balzani che rappresenta la continuità con Pisapia. Giusta o sbagliata che sia questa scelta, tale sarebbe la fotografia dell'attuale Pd a Milano.

La vittoria invece di Sala dovrebbe basarsi, stando agli analisti, su una maggiore affluenza alle urne delle primarie: gli servono almeno 70mila milanesi che, oltre a ruotare intorno al Pd, siano anche l'espressione di una scelta moderata che con la sinistra, in qualsiasi forma considerata, non ha nulla a che vedere.