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Politica

DDL CIRINNA'/ Becchi: adozione gay, dietro M5s ci sono i calcoli di Casaleggio

Gianroberto Casaleggio e Beppe GrilloGianroberto Casaleggio e Beppe Grillo

E’ quello che penso anch’io. Casaleggio del resto sa da tempo che un conto sono gli iscritti all’M5s e un altro l’elettorato. Mentre i primi sono tendenzialmente di sinistra, i secondi sono tendenzialmente di destra. Il popolo italiano è composto soprattutto da anziani. Per quanto l’M5s abbia sfondato tra i giovani, i quali tendenzialmente sono più di sinistra, il nostro è un Paese vecchio e quindi di destra o moderato che dir si voglia.

 

Quindi Casaleggio non voleva scontentare gli elettori?

Esattamente. Quando Casaleggio ha capito che si sarebbe spostato su una posizione di estrema sinistra alla Civati, ha fatto marcia indietro cercando di riposizionarsi al centro. Questi giochi politici del resto sono caratteristici di una logica di partito. Morra è stato mandato in tv a dire che o si presentava il ddl Cirinnà integrale o l’M5s non lo votava. Il giorno dopo lo stesso Morra è riapparso in tv per dire che bisognava distinguere tra unioni civili e stepchild adoption.

 

Quanti deputati e senatori dell’M5s sono contrari alla stepchild adoption?

Tra i deputati c’è una sostanziale adesione al ddl Cirinnà nel suo insieme, con poche eccezioni. Tra queste c’è Tiziana Ciprini, che sicuramente voterà no alle adozioni gay. Per quanto riguarda i senatori c’è un po’ più di maretta, ma i senatori sono destinati a esaurirsi in quanto nel Movimento non contano più niente. Anche se il Senato esiste ancora, Casaleggio ha già anticipato nei fatti la riforma di Renzi. Comunque nell’M5s ci sono al massimo cinque senatori che possono eventualmente votare contro l’adozione gay.

 

(Pietro Vernizzi)

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