BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Politica

DDL CIRINNA'/ Becchi: adozione gay, dietro M5s ci sono i calcoli di Casaleggio

Per PAOLO BECCHI, il riposizionamento dell’M5S sulle adozioni gay è nato dal tentativo di mettere in difficoltà Renzi, ma alla fine si è risolto a tutto svantaggio di Casaleggio

Gianroberto Casaleggio e Beppe GrilloGianroberto Casaleggio e Beppe Grillo

La stepchild adoption prevista nel ddl Cirinnà “è il punto in cui le sensibilità degli elettori, degli iscritti e dei portavoce Movimento 5 Stelle sono varie per questioni di coscienza. In seguito alle tante richieste da parte di elettori, iscritti e portavoce M5s su questo tema etico si lascia pertanto libertà di coscienza ai portavoce M5s al Senato”. Lo scrive Beppe Grillo sul suo blog, dopo che nei giorni scorsi l’M5s aveva affermato che se si stralciava la stepchild adoption non avrebbe votato il ddl Cirinnà. Una retromarcia clamorosa dietro a cui, come spiega il professor Paolo Becchi, professore di filosofia del diritto nell’Università di Genova ed ex iscritto dell’M5s, “c’è un disegno politico da vecchio partito che mira a mettere in difficoltà il premier. Anche se alla fine a uscirne male sarà lo stesso M5s”.

Professore, perché Grillo ha cambiato idea concedendo libertà di coscienza sulla stepchild adoption?

Innanzitutto Grillo ormai non ha più nulla a che fare con l’M5s: entro la fine dell’anno vedremo che più che un passo di lato, il suo è stato un passo indietro. La giravolta sulla stepchild adoption è stata presa da Casaleggio.

Che cosa è successo dietro a questa giravolta?

Renzi inizialmente aveva teso una trappola all’M5s. Se il Movimento insisteva nel dire che votava il testo solo nella sua versione integrale, senza scorporare le adozioni, il premier poteva metterlo in difficoltà. Scorporando la stepchild adoption i 5 Stelle restavano infatti con il cerino in mano.

Che cosa ha fatto Casaleggio per evitare questa situazione?

Capendo che rischiava di rimanere fuori partita, Casaleggio ha riaperto i giochi che sembravano già chiusi lasciando la libertà di coscienza ai senatori. Una scelta abbastanza contraddittoria, in quanto non si capisce perché il vincolo di mandato esista per i candidati consiglieri M5s al Campidoglio, dove è stata prevista addirittura una multa da 150mila euro per chi non lo rispetta, mentre sulla stepchild adoption si lascia libertà di coscienza. Fatto sta che in questo modo Casaleggio ha messo in scacco Renzi, ma non è stato scacco matto.

Perché?

Il premier aveva ancora una mossa disponibile, e l’ha messa in atto annunciando che non avrebbe scorporato la stepchild adoption. A questo punto l’M5s è rimasto nuovamente spiazzato, tanto è vero che ieri è apparso un nuovo post in cui si afferma che la libertà di coscienza riguarda soltanto le adozioni, ma non il resto del ddl Cirinnà.

Secondo lei nel frattempo la Casaleggio & Associati aveva fatto delle analisi a campione per capire che cosa ne pensano gli elettori dell’M5S sul tema?