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DIETRO LE QUINTE/ Primarie Pd a Napoli? Ecco numeri, prezzi e signori delle tessere

Pubblicazione:giovedì 10 marzo 2016

Antonio Bassolino (Infophoto) Antonio Bassolino (Infophoto)

Un pugno di seggi che decide puntualmente, contro il trend del resto della città, l'esito della competizione. Che si sapeva che avrebbero votato in 30mila (il numero delle tessere per dieci) e avrebbe vinto la candidata dell'apparato, la Valente, e se si fosse arrivati a 35mila avrebbe prevalso Bassolino, più capace di aggregare un voto non dipendente dall'organizzazione e dalle reti sociali residue del partito, lo ha scritto un altro acuto e informato osservatore della realtà politica napoletana, Claudio Velardi. 

Insomma questo è il quadro. E quello che si è dato domenica 6 marzo con Valente e Bassolino, lo si era visto nel 2011 con Cozzolino e Ranieri; i sondaggi davano, quale che fosse lo sfidante che le primarie avessero designato tra i due, il Pd al 17 per cento contro il 41 per cento di de Magistris. Le primarie avrebbero dovuto costruire la base per la risalita nei consensi e giocarsi la partita. L'esito depone per una più probabile discesa. Forse c'è materia all'ombra del Vesuvio per un commissario liquidatore dell'attuale corso del Pd, che ne salvi nelle urne di giugno almeno la possibilità di un dignitoso risultato a due cifre. Ballottaggio e vittoria appaiono, allo stato, appartenere al lessico della prossima volta. 



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