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Politica

CAOS PD/ Renzi vs de Magistris, le prossime "primarie" d'Italia?

Luigi de Magistris (Infophoto)Luigi de Magistris (Infophoto)

Do per scontato che il Pd alle prossime elezioni non vincerà a Napoli. Valeria Valente ha vinto le primarie perché ha avuto il voto di tutto l’apparato di partito, ma è chiaramente molto debole come candidata contro de Magistris. I commentatori hanno sempre pensato che Renzi desse Napoli per persa. In questi cinque anni però Napoli ha pagato un prezzo molto alto. Temo che la situazione attuale renda molto probabile una rielezione di de Magistris, e cioè la perdita di altri cinque anni per Napoli. Speriamo almeno che non siano cinque, perché si dice che se vince a Napoli, nel 2018 de Magistris si candiderà alle elezioni politiche.

 

Quali sono le vere ragioni della debolezza del Pd a Napoli?

La ragione vera è che a Napoli il Pd non è un partito bensì una federazione di gruppi di interesse. Ci sono signori del voto e piccoli professionisti della politica che fanno politica per vivere, mentre manca un vero leader. Il loro obiettivo è acquisire potere nelle amministrazioni comunali e nei consigli di quartiere, così da scambiarlo con altre “utilità”. Le caratteristiche generali del Pd in Campania sono quelle di un partito opaco.

 

Intanto anche il centrodestra non sta benissimo, e a Roma Salvini ha detto no alle gazebarie proposte da Berlusconi. Qual è la natura dei veti incrociati nel centrodestra?

Nel centrodestra di oggi non esistono né una disciplina né una convenienza comune. Le coalizioni stanno insieme quando la vittoria di un partito giova anche all’altro. Invece nel centrodestra oggi la situazione è tale che Salvini pensa alla sua vittoria, cioè a un risultato della Lega nord che batta Forza Italia e conquisti la leadership del centrodestra. Forza Italia a sua volta teme che ciò avvenga e quindi pensa a se stessa. Il risultato è sotto gli occhi di tutti.

 

E se Berlusconi in realtà volesse far vincere Renzi?

Questa è fantapolitica. In quanto imprenditore Berlusconi non ha certamente voglia di creare un clima di guerra con Renzi, come lo aveva creato con Prodi, perché sa che la sua debolezza politica attuale lo esporrebbe a ripicche e vendette. In linea generale non si occupa molto di politica e non guida l’opposizione a Renzi. Ma che da questo si possa immaginare che Berlusconi scelga i candidati in modo da farli perdere, così da favorire Renzi, mi sembra eccessivo.

 

(Pietro Vernizzi)

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