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Politica

Sondaggi politici elettorali 2016 / News, fiducia nei leader: Renzi tiene al 31%, Meloni e Salvini “tallonano” Di Maio (ultime notizie oggi, 11 marzo)

Sondaggi politici elettorali 2016, news. Intenzioni di voto, Istituto Piepoli: Partito Democratico e Movimento 5 Stelle in calo rispetto alla scorsa settimana. Tutte le percentuali 

Immagini di repertorio (Infophoto)Immagini di repertorio (Infophoto)

Nel periodo pre elettorale tra amministrative e comunali, i sondaggi politici elettorali conquistano la scena politica ogni settimana, su varie tematiche che inquadrano la situazione politica e sociale italiana: oggi l’Istituto Ixe ha pubblicato, dopo aver mostrato a Ballarò e Agorà i risultati, l’ultimo sondaggio prodotto in cui, tra le varie domande poste, analizza la fiducia nei leader politici italiani, come ogni settimana. Mattarella rimane sempre il primo politico per fiducia tra gli intervistati, al 59% in leggera flessione rispetto alla settimana scorsa; al secondo posto, riesce a tenere sopra quota 30% il premier Matteo Renzi (31% per la precisione), mentre al di sotto si muovono i vari leader. Spicca Luigi Di Maio, M5s, al 25%, mentre al 22% sale Matteo Salvini, “a fianco” di Giorgia Meloni che rimane una leader molto apprezzata (al 20%) sebbene il suo partito non sfondi mai oltre al 4-5%. Beppe Grillo rimane comunque tra i primi nonostante sia un po’ uscito ultimamente dalla scena principale politica, 19%, davanti a Maurizio Landini (Segretario della Fiom) al 16% e davanti sopratutto a Silvio Berlusconi, che non supera quota 15% da ormai un anno. Chiudono Alfano e Zanetti, di Ncd e Scelta Civica, che ottengono il 12 e 11% dei consensi.

Dopo il tema delle unioni civili per i vari sondaggi politici ed elettorali di questo inizio 2016 la tematica certamente già emergente i questi mesi è l’emergenza Libia. Dopo il caos politico e militar per la presenza di due governi e lo Stato Islamico presente, la minaccia del nostro esplosivo vicino di casa si fa sempre più grossa, e non solo per l’orrenda uccisione dei nostri due connazionali tecnici della Bonatti, Salvatore Failla e Fausto Piano. Renzi domenica scorsa si è espresso con decisione contro l’intervento armato in Libia, ma come l’hanno presa gli italiani? Il sondaggio dell’Istituto Piepoli ha indagato proprio su questo punto, svelando come per il 79% degli italiani è giusto non intervenire, mentre per il 13% bisognerebbe armarsi e partire per la vicina Libia, con un solo 8% senza opinione. Scendendo nel dettaglio, chi è a favore di Renzi lo fa perché intervenire in Libia sarebbe controproducente come in passato (28%), porterebbe a rischi attentati (17%), non si può permettere il costo dell’operazione (17%), o per idee pacifiste del tipo “la guerra la vince chi non la fa” (16%). Al contrario, i contrari a Renzi e favorevoli alla guerra credono per un 5% che l’intervento blocchi l’avanzata dell’Isis, per un 4% perché così’ l’Italia avrebbe ruolo strategico nelle relazioni internazionali, tutelerebbe gli interessi economici italiani (3%) e delle aziende petrolifere italiane (3%).

Sono in calo il Partito Democratico e il Movimento 5 Stelle secondo gli ultimi sondaggi politici elettorali 2016 realizzati dall'Istituto Piepoli e pubblicati da ANSA, La Stampa e Sky TG24. Secondo l'ultima rilevazione (del 7 marzo) sulle intenzioni di voto degli italiani i due partiti fanno registrare una flessione nelle preferenze rispetto alla settimana precedente. Il PD resta in testa nelle scelte degli italiani con il 32% ma scende di un punto precentuale rispetto alla rilevazione della scorsa settimana. Flessione dello 0,5% invece per il M5S che si attesta questa settimana sul 25%. Al terzo posto nelle preferenze degli elettori degli ultimi sondaggi politici elettorali 2016, se si andasse oggi a votare per la Camera dei Deputati, la Lega Nord con il 14%, in calo dell'1%. Stabili invece Forza Italia all'11% e Nuovo Centro Destra - Ncd Alfano al 2%. In aumento, rispetto alla scorsa settimana, le percentuali degli altri partiti: Sinista Italiana al 4% (+0,5%), Fratelli D'Italia al 5% (+0,5%), Altri di Centrosinistra al 2% (+1%), Altri di Centrodestra all'1% (+1%) e Altri partiti al 4% (+0,5%).

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