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Politica

SPACCA-SINISTRA/ Sansonetti: D'Alema "il fifone" gioca a nascondino

Massimo D'Alema (Infophoto)Massimo D'Alema (Infophoto)

D’Alema potrebbe svolgere una funzione non di capo, quanto piuttosto di garanzia. A quel punto i vari Cuperlo, Fassina, Fratoianni e Vendola potrebbero cominciare a ragionare in una prospettiva di ampio respiro. Mentre se continuano a ragionare sull’idea di chi sia il capo, forse è meglio che vadano a giocare a nascondino.

 

Che cosa dovrebbero fare?

Se vogliono fare politica devono mettere da parte la questione del capo, perché in questo momento la sinistra non può avere un capo, e cominciare a organizzare le loro forze. Se D’Alema desse una mano avrebbero maggiori possibilità di riuscirci.

 

Quanto è grave per Renzi la grana Bassolino?

Per Renzi Napoli è persa e una vittoria a Roma è improbabile. Certo oggi le grandi città sono ingovernabili, e quindi non so fino a che punto il premier punti davvero a vincere le comunali. Questo non esclude che Renzi possa avere sottovalutato la grana Bassolino, anche perché l’ex governatore ha un seguito importante a Napoli e in Campania. L’intelligenza politica di Bassolino è un fatto indiscutibile, mentre lo stesso non si può dire dei dirigenti renziani. Il premier è dovuto andarsi a cercare dei professionisti della politica fuori dalla sua cerchia, come per esempio Gennaro Migliore.

 

In questa tornata è emersa una certa delegittimazione delle primarie. Secondo lei perché?

Perché o le primarie sono regolate per legge, oppure erano molto più efficaci i congressi di un tempo. Questi ultimi prevedevano la partecipazione vera di centinaia di migliaia di persone. C’era la discussione prima nelle sezioni, poi nelle federazioni e quindi nei congressi nazionali. Le primarie diventano più democratiche se hanno una partecipazione consistente, pari almeno al 10% della popolazione, e se ci sono regole precise nonché un controllo dello Stato. Il controllo non può essere affidato a chi ha già deciso di vincere.

 

(Pietro Vernizzi)

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COMMENTI
12/03/2016 - puntare a perdere (Claudio Baleani)

D'Alema e compagni sperano che il PD perda le elezioni a Napoli e a Roma omettendo di dire che il PD da quelle parti ha iniziato a perdere per colpa di Marino e Bassolino. In questo modo pensano che nel PD si scateni il panico e le pecore impazzite tornino nel loro ovile. Per farne cosa? Per fare discorsi di sinistra nel partito che puntualmente fanno perdere oppure portano a vittorie risicate, onde andare al Governo e fare una politica sostanzialmente aggrappata alla sinistra europea che è anti-italiana perché alla sinistra europea non frega nulla della sinistra italiana. Ma stavolta non credo che gli andrà bene perché le pecore non sentono più il richiamo del pastore e se ne staranno lì a pascolare sui verdi prati del governo. D'Alema è un grande politico? Ma si, lo è stato. Rosso antico fatto con le cartine. Un uomo che incanta quando parla, ma che non ha capito che Renzi non è un giovanotto destinato ad essere una parentesi, ma è l'inevitabile volontà di puntare ad avere come elettorato potenziale il 70% degli italiani e non il 40% per portare a casa il 20.