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Politica

SPACCA-SINISTRA/ Sansonetti: D'Alema "il fifone" gioca a nascondino

Normalmente un'intervista come quella di D'Alema al Corriere è l'annuncio di un nuovo partito alternativo al Pd. D'Alema però ha un grave difetto: non ha coraggio, dice PIERO SANSONETTI

Massimo D'Alema (Infophoto)Massimo D'Alema (Infophoto)

“Letta normalmente, questa è un’intervista in cui D’Alema annuncia che darà vita a un nuovo partito alternativo al Pd. D’Alema del resto è un grande uomo politico ma ha un enorme difetto: gli manca il coraggio. Per questo non sono convinto che andrà fino in fondo”. A sottolinearlo Piero Sansonetti, direttore del quotidiano Il Garantista, ex direttore di Liberazione ed ex condirettore de l’Unità. In un’intervista uscita venerdì sul Corriere, D’Alema ha attaccato il premier: “A destra viene riconosciuto a Renzi il merito di aver distrutto quel che restava della cultura comunista e del cattolicesimo democratico. Ma così ha reciso una parte fondamentale delle radici del Pd. Ha soffocato lo spirito dell’Ulivo”.

Sansonetti, si aspettava un’uscita così dura da parte di D’Alema?

Di certo non mi ha stupito. La vera questione è un’altra, e cioè se questa intervista sia l’anteprima di un’iniziativa politica. Non si capisce se il suo sia soltanto uno sfogo, o se si stia convincendo del fatto che esistano le condizioni per provare a fare un nuovo partito politico. Questo è un nodo che D’Alema non scioglie.

O magari D’Alema vuole ottenere qualcosa da Renzi?

Non mi pare proprio. D’Alema non è nell’ottica di una trattativa con Renzi, ormai è in rotta di collisione totale. Il giudizio che dà è senza ritorno e questa è un’intervista con la quale taglia definitivamente i ponti. Credo che in parte questa presa di posizione sia facilitata anche dalla rottura col Pd da parte di Bassolino.

Che cosa c’entra Bassolino?

La rottura definitiva di Bassolino con il renzismo forse ha dato un po’ di coraggio a D’Alema. Letta normalmente, questa è un’intervista in cui D’Alema annuncia che darà vita a un nuovo partito. Del resto D’Alema è uno degli uomini politici più rilevanti del Dopoguerra, nonché insieme a Berlusconi il leader italiano più importante. D’Alema però ha un enorme difetto che certo non ha Berlusconi.

Qual è il difetto di D’Alema?

Gli manca il coraggio. In diverse circostanze ha dato l’impressione che stesse per compiere un gesto di rottura, e poi gli è sempre mancata l’audacia necessaria. D’Alema ha l’aria dell’arrogante, mentre nella realtà è eccessivamente timido. Per questa ragione non sono convinto che dopo l’intervista al Corriere ci saranno delle conseguenze politiche.

Quanta presa ha ancora D’Alema sul popolo di sinistra?

D’Alema non ha più la presa di un tempo, altrimenti oggi Gianni Cuperlo sarebbe segretario del Pd e la storia sarebbe completamente diversa. D’Alema però può dare autorevolezza a quei gruppi che vogliono dare vita a una nuova forza politica. In dote può inoltre portare una porzione pur limitata dei poteri forti, che per costruire una forza politica è sempre utile.

Bersani strizza l’occhio a Sinistra Italiana, mentre Cuperlo intende restare fedele al partito. La minoranza dem si sta scomponendo in mille pezzi?

Il problema della minoranza dem non è che è divisa in mille pezzettini, bensì che non ha né un’anima né una struttura. Per questo se D’Alema volesse buttarsi nella creazione di una nuova forza politica, potrebbe essere il catalizzatore e l’elemento di stabilizzazione. La sinistra in questo momento non ha un capo ma è sempre in tempo per trovarlo.

Potrebbe essere D’Alema il capo della sinistra anti-Renzi?


COMMENTI
12/03/2016 - puntare a perdere (Claudio Baleani)

D'Alema e compagni sperano che il PD perda le elezioni a Napoli e a Roma omettendo di dire che il PD da quelle parti ha iniziato a perdere per colpa di Marino e Bassolino. In questo modo pensano che nel PD si scateni il panico e le pecore impazzite tornino nel loro ovile. Per farne cosa? Per fare discorsi di sinistra nel partito che puntualmente fanno perdere oppure portano a vittorie risicate, onde andare al Governo e fare una politica sostanzialmente aggrappata alla sinistra europea che è anti-italiana perché alla sinistra europea non frega nulla della sinistra italiana. Ma stavolta non credo che gli andrà bene perché le pecore non sentono più il richiamo del pastore e se ne staranno lì a pascolare sui verdi prati del governo. D'Alema è un grande politico? Ma si, lo è stato. Rosso antico fatto con le cartine. Un uomo che incanta quando parla, ma che non ha capito che Renzi non è un giovanotto destinato ad essere una parentesi, ma è l'inevitabile volontà di puntare ad avere come elettorato potenziale il 70% degli italiani e non il 40% per portare a casa il 20.