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PRIMARIE SI' O NO?/ Il giurista: accelerano la fine della nostra democrazia

Bersani, Letta e D'Alema: tutti rottamati? (Infophoto) Bersani, Letta e D'Alema: tutti rottamati? (Infophoto)

Ciò che questa esperienza sta mostrando è che l'interesse per le primarie scema a vista d'occhio e che questo metodo di selezione, che altrove è sinonimo di democrazia, da noi ha perduto ogni credibilità democratica. Le primarie non si sono radicate nel sistema politico, né nella coscienza politica degli italiani. Ancora meno credibili, dal punto di vista democratico, sono le selezioni on-line e anche queste non affascinano più di tanto. Non si tratta di tornare ai "capibastone", quelli c'erano e ci sono ancora. 

Lei dice?
Per forza. Se Renzi vuole candidare qualcuno in un seggio o fargli fare il capolista per farlo eleggere, crede che abbia degli ostacoli? Uno dei limiti dell'Italicum è rappresentato proprio dai cento capilista bloccati che saranno eletti senza voto di preferenza. Quei posti li distribuiranno Renzi e gli altri capibastone della politica italiana. 

In due occasioni però paiono aver funzionato: nel novembre 2012, Bersani contro Renzi per la presidenza del Consiglio, e nel dicembre 2013 per la segreteria del Pd. E sono state primarie decisive, visto che sono servite a Renzi per mandare a casa Letta e ricevere da Napolitano l'incarico di formare il governo.
Io direi che proprio quelle due esperienze sono la prova provata del cattivo funzionamento delle primarie in Italia e del perché gli italiani le stiano disertando. Scusi: Bersani vince le primarie; diciamo che vince anche le elezioni, ma per formare il governo, dopo le elezioni, il capo dello Stato sceglie Letta. C'è stato un po' un gioco delle parti, che si è ripetuto anche nel passaggio tra Letta e Renzi, il quale governa senza un voto degli italiani perché ha vinto le primarie per la segreteria, che non rappresentano nulla dal punto di vista delle istituzioni. Direi che siamo fuori dalla democrazia prevista dalla Costituzione e spero vivamente che la decisione di Napolitano di quel momento si sia basata su altre motivazioni.

Ma adesso? Che partito è quello che non accoglie il ricorso di Bassolino e lascia tutto in sospeso? Non pare un comportamento limpido...
Di limpido in politica c'è molto poco. I tedeschi hanno un motto che recita "la politica rovina il carattere" (Die Politik verdirbt den Charakter), per questo è necessario un ricambio nelle cariche e occorrono le elezioni e diversi livelli di governo, in modo che i politici si facciano una certa esperienza prima di giungere alle posizioni più importanti. Il ricorso di Bassolino è palesemente fondato, per questo non può essere discusso. D'altronde, sin dal primo momento si è cercato di impedirgli di ricandidarsi, dato che la sua esperienza per Napoli, la Campania e il Pd non è stata affatto positiva e faceva paura che potesse ripetersi. Né credo sicuro che Bassolino, come lui dice, possa battere gli avversari.

Sarebbe diverso se le primarie fossero regolate per legge?