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Politica

RAPPORTO/ Costituzione e spesa pubblica "alla prova" della persona

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L'attenzione al tema dell'efficienza è presente anche nella riforma costituzionale in itinere. Al di là dell'abolizione delle Province, che è una delle modifiche più note, se la riforma verrà approvata l'art. 118 Cost, vedrà l'introduzione di un ulteriore comma, secondo il quale: «Le funzioni amministrative sono esercitate in modo da assicurare la semplificazione e la trasparenza dell'azione amministrativa, secondo criteri di efficienza e di responsabilità degli amministratori».

Di interesse sotto questo profilo è anche l'inserimento, nell'art. 119 Cost., della previsione secondo cui, con riferimento al finanziamento delle funzioni pubbliche dei Comuni, delle Città metropolitane e delle Regioni, «con legge dello Stato sono definiti indicatori di riferimento di costo e di fabbisogno che promuovono condizioni di efficienza nell'esercizio delle medesime funzioni».

Il Rapporto si concentra anche sul tema della sussidiarietà orizzontale, sancito dall'art. 118, comma 4, Cost.: «Stato, Regioni, Città metropolitane, Province e Comuni favoriscono l'autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà».

Il principio di sussidiarietà orizzontale, storicamente, è stato oggetto di varie elaborazioni. La dottrina ha sottolineato come le diverse riflessioni siano sostanzialmente e schematicamente riconducibili a due filoni, potendosi riscontrare in tale principio una valenza «negativa» e una «positiva» (A. Albanese, 2007, 111 ss.). Gli orientamenti che ne mettono in luce l'accezione negativa, che risalgono al pensiero liberale, evidenziano la necessità di sottrarre alla sfera pubblica settori in cui l'iniziativa privata si rivela congrua rispetto alle istanze provenienti dalla società e pertanto sufficiente. Le posizioni a favore dell'accezione positiva, invece, in cui può cogliersi tra le matrici la dottrina sociale della Chiesa, sottolineano l'importanza dell'intervento pubblico a supporto delle attività dei privati aventi rilevanza generale.

In questo quadro, l'art. 118, ultimo comma, Cost. sembra aver fatto propria la seconda delle due dimensioni del principio (A. Albanese, 2007, 116) e quindi porre l'attenzione sul ruolo promozionale e incentivante che i pubblici poteri debbono assumere nei confronti delle iniziative private.

Il principio di sussidiarietà orizzontale, inoltre, è suscettibile di essere inquadrato quale «criterio procedurale» o «principio relazionale». Secondo la prima delle due accezioni, detto principio esprime «quel criterio in base al quale un tipo di azione (o una specifica azione) spetta prioritariamente ad un determinato soggetto … rispetto ad un altro e può essere svolto in tutto o in parte da un altro soggetto, al posto o ad integrazione del primo, se e solo se il risultato di tale sostituzione è migliore (o si prevede migliore) di quello che si avrebbe o si è avuto senza tale sostituzione» (G.U. Rescigno, 2002, 14). Alla stregua dell'impostazione descritta, il principio si risolve in un parametro per il reciproco dimensionamento dell'intervento pubblico e di quello privato (F. Fracchia, 2003, 267-268; V. Molaschi, 2004, 104). 

A questo si affianca un diverso filone di pensiero che vede nella sussidiarietà orizzontale un «principio relazionale» (G. Arena, 2003, § 4), espressione di una società pluralistica. Tale orientamento tende a evidenziare non già le "delimitazioni di campo", ma le sinergie che possono instaurarsi tra soggetti pubblici e privati (G. Arena, 2003, § 4).