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RETROSCENA/ L'accordo Salvini-Grillo per spartirsi Roma e Milano

Pubblicazione:martedì 15 marzo 2016

Matteo Salvini (Infophoto) Matteo Salvini (Infophoto)

“Il ripensamento della Meloni sulla sua candidatura a Roma si spiega semplicemente con il fatto che si è resa conto di potere gestire contemporaneamente la sua maternità e la sua carriera come fanno oggi tante donne. Mentre è la posizione di Salvini che nasconde un disegno politico più complesso”. Lo afferma Peppino Caldarola, ex direttore dell’Unità ed ex parlamentare dei Ds, secondo cui “Salvini si sta sempre più smarcando da Berlusconi per avvicinarsi ai Cinque Stelle di Grillo, che avverte come culturalmente di destra e affine al Front National di Marine Le Pen”. Per questo, spiega sempre Caldarola, tra Grillo e Salvini è stato stretto un tacito accordo. Da un lato a Roma la Lega nord affossa tutti i candidati di centrodestra per fare vincere Virginia Raggi, dall’altra i Cinque Stelle a Milano schierano una figura senza un profilo per portare Stefano Parisi a Palazzo Marino.

 

Caldarola, perché la candidatura di Bertolaso sta provocando tante divisioni nel centrodestra?

L’operazione Bertolaso è frutto del fallimento del centrodestra. Berlusconi aveva avuto l’intuizione di fare sostenere Marchini a tutto lo schieramento. Con Parisi a Milano avrebbe presentato il volto di un centrodestra “rottamato”, affidato a candidati indipendenti con una buona biografia manageriale. Ma questa idea è stata contraddetta dalla Meloni.

 

Perché alla Meloni non piace Marchini?

Alla Meloni non piace Alfio Marchini per un fatto biografico. Il quartiere romano della Garbatella, dove è cresciuta la Meloni, è stata costruita dal nonno e dal papà di Marchini. C’è quindi un odio di vecchia data dall’epoca in cui i Marchini erano i vecchi finanziatori del Pci, mentre la Meloni era una giovane missina.

 

Quanto ha contato il no della Meloni su Marchini?

La Meloni occupa un piccolo spazio nel centrodestra, in quanto il suo partito è l’unica forza che nasce dall’ex An, ma lo difende con grande vigore anche per il timore che altre persone possano minacciare questo spazio elettorale. Dopo il veto posto dalla Meloni su Marchini, Berlusconi ha optato per Bertolaso come candidatura di ripiego. L’ex capo della Protezione civile è stato però boicottato da Salvini.

 

Come si spiega che inizialmente la Meloni non si sia voluta candidare, mentre ora si è decisa a scendere in campo?

La Meloni inizialmente non si era candidata perché era rimasta incinta da poco, e quindi aveva ritenuto di essere fuorigioco. All’iniziale sorpresa è sopravvenuta una più materna consapevolezza di poter fare l’una e l’altra cosa. All’inizio aveva pensato che questa maternità fosse coinvolgente e la costringesse a modificare l’intero ritmo della sua vita. A mano a mano che la sua maternità va avanti la Meloni si rende conto di poter essere come tante mamme, che fanno tante cose anche complicate fino a pochi giorni prima del parto. Quella della Meloni è una risposta da donna moderna.

 

Come si spiegano invece le giravolte di Salvini?


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