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SCENARIO/ Formica: Renzi questa volta impari dalla Merkel

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Matteo Renzi (Infophoto)  Matteo Renzi (Infophoto)

Vedo che in questo nuova situazione geopolitica, nata dopo la caduta del Muro di Berlino, i due vecchi "guardiani" del mondo non possono nemmeno intervenire per una stabilizzazione di medio periodo. Una volta, le due superpotenze erano una sorta di "ospedale da campo" che intervenivano, magari sbagliando, e stabilizzavano la situazione. Oggi possono solo essere paragonate ad auto-ambulanze che tamponano per un periodo brevissimo un focolaio di crisi.

 

Scusi Formica, che cosa succede nelle classi politiche dei Paesi in una situazione geopolitica come quella che sta descrivendo?

Si assiste all'incredibile. Ho sentito, ho colto le frasi di Pierluigi Bersani e di Matteo Renzi sui voti che determinano la presidenza del Consiglio attuale e la segreteria del Pd. Mi permetto di fare una riflessione più ampia. In Italia, siamo di intelligenza pronta e anche dotati di furbizia, anche se poi abbiamo una scarsa propensione al cambiamento. In Italia si è capito subito, fin dall'inizio degli anni Novanta, che c'era la crisi delle culture politiche del Novecento. Il partito-massa si è trasformato formalmente in partito-persona. L'operazione non l'ha fatta solo Silvio Berlusconi (che era un perfetto democristiano), l'hanno fatta tutti i nostri attuali protagonisti. Sostanzialmente hanno fatto una capriola senza senso, perché culturalmente sono rimasti ingabbiati in una cultura arretrata, quella del partito-massa con cui erano di fatto cresciuti.

 

Quale sarebbe oggi il salto di qualità che dovrebbero fare?

Ma c'è innanzitutto da prendere consapevolezza di questa crisi epocale. E' il primo punto essenziale, fondamentale. Sono rimasto sorpreso positivamente da Angela Merkel che, dopo le elezioni andate male di domenica scorsa in alcuni Land della Germania, ha detto: non cambio politica sull'immigrazione. Credo che abbia un po' di consapevolezza. Poi siamo di fronte a generazioni che non hanno più interesse alla politica e l'ultimo compito che ci spetta è quello di ricostruire un ethos politico, una passione politica. E' un messaggio che ormai, viste come sono andate le cose, deve riguardare la generazione che oggi ha trent'anni. Gli altri hanno già perso il tempo.

 

Secondo gli esperti che studiano i movimenti migratori, si parla di un movimento di 25 milioni di persone entro il 2050.

Questi sono i problemi da affrontare. E da affrontare politicamente. Perché, per parafrasare una celebre frase di Georges Clemenceau: la politica è una cosa troppo seria per farla fare dai tecnici. I vecchi riferimenti culturali, i vecchi partiti non ci sono più. La lotta di classe non sta più in un'azienda o in un Paese, ma ormai è una lotta di classe su scala planetaria tra Paesi poveri e Paesi ricchi. Noi italiani, che facciamo parte dell'Europa, siamo considerati un Paese ricco. Non siamo più la "proletaria che si muove", come diceva Benito Musolini nell'interventismo del 1915. Ormai è cambiato tutto.

 

Ma una bussola almeno per affrontare una simile situazione? 



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