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RETROSCENA/ Berlusconi non vuole la Meloni perché vende Mediaset a Bolloré

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Silvio Berlusconi (Infophoto)  Silvio Berlusconi (Infophoto)

Salvini si è trovato, nel suo attivismo frenetico che lo obbliga ormai a consumare persino un telefono al giorno, in mezzo a questo contrasto e ha cercato una mossa di smarcamento, dissociandosi da Berlusconi, che per superare l'impasse aveva scoperto Guido Bertolaso, il quale è uscito con un paio di battute non proprio popolari per i leghisti.

In questo modo, prima Salvini ha detto che era necessario "consultare i romani", poi ha appoggiato Giorgia Meloni che ha deciso di candidarsi dopo intense giornate di "ragionamento". In definitiva, quasi per difendersi dalla mossa berlusconiana, ha alzato il tiro rivendicando un ruolo di leadership nel centrodestra, che lui stesso sa di non poter avere. Ha fatto un grande azzardo, sperando di essere l'erede di una possibile implosione di questo assetto europeo e ingaggiando un legame ancora più solido con il lepenismo.

Ora la domanda è: perché Berlusconi è andato per la sua strada e ha tirato fuori come un coniglio dal cappello il nome di Guido Bertolaso? Berlusconi non ha solo il problema di uscire a testa alta dalla sua lunga vicenda politica, ha anche il problema di collocare al meglio le sue aziende, la sua Mediaset. In questo momento sta ascoltando le sirene, a quanto si dice, del più intraprendente investitore francese in Italia, Vincent Bolloré.

Bolloré ha cadenzato in modo preciso (e impressionante) i suoi investimenti italiani. Entrato in Mediobanca come capofila del "gruppo C", i soci esteri, Bolloré è arrivato a esercitare sul vecchio istituto di Enrico Cuccia la sua influenza decisiva insieme a Tarak ben Ammar. Poi ha puntato su Telecom e, di fatto, è riuscito a mettere in un angolo la spagnola Telefonica. Ora guarda all'ultima (chissà ?) "preda" italiana, quella di Mediaset, per lanciare un polo di comunicazioni a cui si pensa da tempo, dove si potrebbe concretizzare la grande convergenza tra telefoni, computer e televisione.

La "Vivendi" di Bolloré, i consigli di Ben Ammar, l'incalzare di Murdoch portano inevitabilmente Berlusconi a un ridimensionamento imprenditoriale. Può fare tutto questo il Cavaliere cavalcando il filo-lepenismo di Salvini e della stessa Meloni? Meglio "volare basso" in questi momenti, lasciare che le acque si calmino e la confusione stazioni in altre parti della politica italiana. In definitiva meglio stare alla finestra in prudente attesa di quello che può accadere. A conti fatti, Forza Italia la sua strada, per il momento, l'ha fatta. Altri penseranno al futuro della destra.



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