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SCENARIO/ Caldarola: elezioni comunali, referendum e congresso, Renzi vacilla

Pubblicazione:mercoledì 2 marzo 2016

Matteo Renzi (Infophoto) Matteo Renzi (Infophoto)

“Le quotazioni di Renzi sono basse perché il premier parla un linguaggio del tutto estraneo agli italiani. Quando insiste sulla ripresa e sull’Italia che ha svoltato, non fa i conti con il fatto che non è questa la percezione della maggior parte della gente”. E’ quanto afferma Peppino Caldarola, ex direttore dell’Unità ed ex parlamentare dei Ds. Martedì Pier Luigi Bersani ha attaccato il segretario del Pd, dicendo che da quando Verdini ha votato la fiducia “siamo nella Casa delle Libertà. Devo riconoscere a Renzi una straordinaria qualità: è riuscito a cambiare le papille gustative di un bel pezzo dell’area democratica e del mondo dell’informazione visto che ora Verdini risulta improvvisamente commestibile”.

 

Stavolta Bersani ha attaccato Renzi in modo più duro del solito. La sinistra dem è pronta allo strappo?

Finora i toni sono sempre stati alti, ma le conseguenze non ci sono state. Ma quando questo linguaggio è usato da un uomo prudente come Bersani, che paragona il Pd alla Casa delle Libertà, l’allarme per chi teme che il partito si scinda deve essere più elevato. Anche se non fa esplicito riferimento a una spaccatura, il giudizio così tranchant di Bersani non lascia molto spazio al dialogo. A meno che questa pressione si stia esercitando per ottenere il congresso anticipato che aveva chiesto qualche giorno fa l’ex capogruppo Roberto Speranza.

 

Come farà Renzi a ricompattare il suo schieramento da Ala alla sinistra?

Renzi è convinto di avere sfondato a destra, nonché del fatto che c’è un pezzo di sinistra che non gli interessa. Altrimenti non avrebbe sottovalutato i 600mila astenuti dell’Emilia-Romagna, né avrebbe tentato di forzare la mano sia alla sinistra interna sia alla sinistra sindacale. Il premier è convinto che la sinistra di tradizione non abbia più un grande seguito. I calcoli del segretario del Pd però sono un po’ affrettati, perché si basano sulle disavventure degli avversari più che sui propri successi.

 

Questo potrebbe avere conseguenze per le amministrative?

Sì. Non dimentichiamo che nel 2013 la sottovalutazione dell’avversario portò Bersani a pareggiare elezioni che sembravano già vinte. Oggi Renzi sottovaluta la sorpresa delle comunali. Se a Milano decidesse di scendere in campo Gherardo Colombo, la borghesia intellettuale che aveva tifato per Renzi si potrebbe staccare. Man mano che si va avanti le elezioni amministrative presentano un’immagine sempre più confusa. A Napoli è in risalita de Magistris, al Nord la fronda di sinistra può mettere in difficoltà sia Sala sia Fassino, per non parlare di Roma che è un vero terno al lotto.

 

Come è messo Renzi per quanto riguarda il referendum costituzionale?

Non vorrei che anche sul referendum Renzi compisse lo stesso errore: si è talmente convinto di vincerlo che a un certo punto può trovarsi una coalizione di interessi offesi che si mette in moto e dà voce a un’area di scontenti che non è minoritaria. Si rassegni il ministro Boschi, il popolo degli scontenti è molto affollato e anche molto arrabbiato.

 

Al di là di un’area di malcontento, come sono in questo momento le quotazioni di Renzi?


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COMMENTI
02/03/2016 - Non saremo mai contenti di ogni partito. (claudia mazzola)

Più fortunati di così e ci lamentiamo sempre. Guardiamo e ringraziamo di quello che abbiamo, compreso Renzi!

 
02/03/2016 - ciao ciao PD (Michele Ballarini)

In cinque, tutta la mia famiglia, votammo PD, alle ultime elezioni politiche (e aggiungo democratiche). Alle prossime, se mai vi saranno (la UE sarà d'accordo? Verremo commissariati ancora?), voteremo compatti per un altro partito. Mia madre, vedova molto anziana, timorosa di perdere la pensione di reversibilità, il sottoscritto, a quasi 60 anni di età e 35 di lavoro, i miei due figli, studenti universitari che non vedono sbocchi per le loro fatiche, mia moglie, insegnante che tocca con mano i frutti della "buona scuola". Ciao ciao, Renzi.