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DIETRO LE QUINTE/ Meloni & Salvini spingono Berlusconi tra le braccia di Alfano

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Silvio Berlusconi e Angelino Alfano (Infophoto)  Silvio Berlusconi e Angelino Alfano (Infophoto)

L'unica certezza è che nulla sarà più come prima. Nel campo del centrodestra il parricidio è ormai compiuto e lo sciame sismico che ne seguirà è solo alle prime scosse. Quella principale è attesa dalle amministrative, ma già oggi si balla la rumba. La rottura delle Idi di marzo, con Salvini e Meloni nel ruolo di Bruto e Cassio, sembra impossibile da ricucire, ma le incognite maggiori vengono dal fatto che Berlusconi non ha alcuna intenzione di recitare il ruolo del Cesare morente.

Che farà ora il vecchio Cavaliere, umiliato e deriso dai giovani alleati? L'impressione è che la fine del centrodestra come l'abbiamo conosciuto, pur tra alti e bassi, fra il 1994 e il 2013 avrà conseguenze oggi difficili da prevedere, ma di certo non limitate al solo settore moderato dello schieramento politico.

Salvini e Meloni sembrano aver scelto di collocarsi a metà strada fra Marine Le Pen e Donald Trump, una destra che riscopre parole d'ordini antiche, del liberismo economico, della difesa della cultura occidentale dalla pressione migratoria e dell'islam, in nome di un rigoroso rispetto della legge. Una posizione che intende rivaleggiare con i 5 Stelle nella contestazione dell'attuale equilibrio di potere costituito in Italia, ma partendo ovviamente dalla destra. 

Proprio nella valutazione del fenomeno grillino si evidenzia la prima grande differenza, perché piuttosto che favorire in qualche modo i poteri costituiti (e targati Pd) i due quarantenni non escludono di votare i candidati a 5 Stelle, laddove i loro portabandiera dovessero risultare esclusi ai ballottaggi. Di fatto il riconoscimento che si tratta dell'altra faccia della protesta contro il "sistema". Un endorsement, va detto per amor di verità, assolutamente non ricambiato da Grillo e dai suoi.

Al contrario, secondo il quasi ottantenne Berlusconi, i pentastellati se non sono il "male assoluto", poco ci manca. A loro, dice, bisogna impedire in ogni modo di arrivare al governo del paese, perché si tratta di un movimento pauperista e giustizialista, fatto di persone incapaci e buone a nulla. 

Non si tratta solamente di una questione generazionale, che pure pesa, ma di prospettiva politica. C'è molto di più del rifiutare la lettura di Salvini, secondo cui Berlusconi è meritevole di rispetto, ma ha intorno a sé troppi personaggi del passato, reduci logori del suo ventennio. Stanno nascendo in Italia due destre, che sembrano guardare sempre più in direzioni opposte.

Salvini e Meloni intendono contendere il voto di protesta ai 5 Stelle, consci che i grillini hanno pescato a piene mani nell'elettorato che fu del centrodestra e che dall'esperienza berlusconiana è uscito con una cocente delusione delle proprie aspettative. Su questa strada, ovviamente Berlusconi non può seguirli, e si trova costretto di conseguenza a tornare a guardare verso il centro, che però è già occupato dalla balena rosa renziana. 


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