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RISIKO/ Formica: in 15 giorni i poteri internazionali hanno mollato Renzi

Pubblicazione:martedì 22 marzo 2016

Matteo Renzi (Infophoto) Matteo Renzi (Infophoto)

“L’operazione Vivendi-Mediaset, le dimissioni di Patuano e la direzione del Pd rimandata di 15 giorni ci dicono tutti la stessa cosa: c’è una grande caduta di accreditamento da parte di Renzi. Il premier è uno zero e i poteri forti internazionali ora se ne sono resi pienamente conto”. Lo evidenzia Rino Formica, ex ministro del Lavoro e per due volte ministro delle Finanze. Lunedì l’amministratore delegato di Telecom Italia, Marco Patuano, ha rassegnato le dimissioni. Nel frattempo è in corso la grande partita tra Mediaset e il colosso francese dei media, Vivendi, guidato dal finanziere Vincent Bolloré. Il piano è un acquisto incrociato di azioni per lanciare un grande agglomerato europeo in grado di sfidare il predominio di Sky.

 

Formica, qual è il ruolo di Renzi nella partita Vivendi-Mediaset?

In questa combine Renzi è stato emarginato. Il suo progetto era un altro: appoggiarsi all’amministratore delegato dimissionario di Telecom, Marco Patuano, e a un’altra cordata francese diversa da quella di Vivendi. Il disegno originario del premier è fallito. Dato che il personaggio cerca di trasformare anche le sconfitte in vittorie, può darsi che giocherà nel dire che questo è un successo. Ma alla prova dei fatti nello scontro che c’è stato ai vertici di Telecom, Renzi stava con l’ad Patuano. Se l’ad si dimette significa che Renzi ha perso.

 

Renzi di chi vuole fare gli interessi?

Renzi ha sempre interessi di potere. Quando manca una visione generale della soluzione dei problemi, la navigazione è a vista. Il premier cioè non tiene conto della meta da raggiungere ma del pericolo da evitare.

 

Ma a vantaggio di chi tornava l’operazione che aveva in mente Renzi?

Il punto è che tra Vivendi e Mediaset si sta compiendo un atto di grande concentrazione multimediale. Quest’ultima è sempre un architrave del potere, e quindi Renzi voleva essere della partita e anzi poterla controllare e dominare. Peccato però che l’operazione non gli sia riuscita.

 

Quindi ora che cosa accadrà?

Nasce in Italia un gruppo multimediale di grandi proporzioni che non è aggregabile al potere governativo dominante. Dopodiché in un mondo nel quale si muovono grandi interessi, non mi meraviglierei se tra sei mesi cambiasse anche lo scenario. Quanto avvenuto però va visto come un segno della caduta di accreditamento di Renzi sul piano internazionale.

 

Che cosa ha fatto fallire il piano di Renzi?

Il gruppo francese vincente, cioè Vivendi, gode di un forte appoggio internazionale anche oltre Atlantico.

 

I poteri economici americani non sostengono più Renzi?

Perlomeno Renzi oggi non è più un utilizzatore privilegiato del sostegno dei poteri forti.

 

Quali possono essere le conseguenze politiche?


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COMMENTI
22/03/2016 - Il potere logora chi non ce l'ha (Santino Camonita)

"Renzi ha sempre interesse di potere.." Senti chi parla...! Ma Formica quando era lui al potere faceva politica per i suoi interessi e quelli dei suoi compagni di merenda... o compiva un gesto di "caritativa"... Ma mi faccia il piacere! Il potere logora chi non ce l'ha.